Licenziamenti immediati, 221 dipendenti lasciati a casa nel settore moda | Aeffe stringe sui costi

Il Gruppo Aeffe licenzia 221 dipendenti, colpendo Moschino e Ferretti. Scopri le ragioni della crisi e l’impatto sul lusso italiano. Un settore in allarme.

Licenziamenti immediati, 221 dipendenti lasciati a casa nel settore moda | Aeffe stringe sui costi

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Il Gruppo Aeffe licenzia 221 dipendenti, colpendo Moschino e Ferretti. Scopri le ragioni della crisi e l’impatto sul lusso italiano. Un settore in allarme.

Il settore della moda italiana è scosso da una notizia che mette in allarme il comparto del lusso: il Gruppo Aeffe, holding di marchi storici come Moschino, Alberta Ferretti e Pollini, ha confermato l’intenzione di procedere con un licenziamento collettivo. Una decisione che mette a rischio ben 221 posti di lavoro, con un impatto devastante su diverse aree geografiche.

La comunicazione di questa scelta irrevocabile, avvenuta ieri ai sindacati, ha di fatto interrotto ogni trattativa, scatenando la rabbia e la preoccupazione tra i dipendenti. I numeri della crisi sono allarmanti: a Milano, nel quartier generale di via Donizetti, 48 figure tra amministrativi, creativi e addetti alla comunicazione si trovano di fronte al rischio del licenziamento. Tuttavia, la situazione più critica si registra a San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini, dove oltre 170 lavoratori potrebbero perdere il proprio impiego. Complessivamente, si stima che circa un terzo della forza lavoro totale del gruppo sarà coinvolto in questa drastica riduzione.

La rabbia dei sindacati e la proposta aziendale

La rabbia dei sindacati e la proposta aziendale

Rabbia dei sindacati contro la proposta aziendale.

 

Le organizzazioni sindacali denunciano una trattativa che si è conclusa con un nulla di fatto, protraendosi fino al 19 dicembre scorso senza alcun segnale di apertura da parte dell’azienda. Marta Camuso della Filctem Cgil Milano ha espresso con chiarezza la posizione dei lavoratori: “Fino all’ultimo incontro, il Gruppo Aeffe ha insistito sull’ipotesi dei licenziamenti, mettendo sul tavolo un indennizzo molto esiguo, quasi provocatorio. È stata rifiutata qualsiasi alternativa.”

Il documento congiunto redatto da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec evidenzia come la società abbia respinto in blocco ogni soluzione volta ad attenuare le conseguenze sociali della crisi. Non è stata accordata alcuna proroga degli ammortizzatori sociali oltre il 12 gennaio, né si è mostrata apertura verso ipotesi di uscite volontarie incentivate, pensionamenti anticipati o percorsi di ricollocazione professionale. Questa linea dura è stata unanimemente giudicata inaccettabile dai lavoratori durante le assemblee, culminata in un netto “no” alla procedura di licenziamento collettivo.

Sciopero e il futuro incerto del settore

Sciopero e il futuro incerto del settore

La protesta scuote il settore: futuro incerto all’orizzonte.

 

La reazione dei lavoratori non si è fatta attendere. Per lunedì 12 gennaio, è stato proclamato uno sciopero di otto ore, con un presidio organizzato davanti alla sede milanese di via Donizetti a partire dalle 9:00 del mattino. Contemporaneamente, i colleghi dello stabilimento di San Giovanni in Marignano si uniranno alla protesta, mobilitandosi davanti ai cancelli dell’azienda.

Questa giornata di mobilitazione coincide strategicamente con un importante tavolo di discussione al Ministero del Lavoro, fissato per la medesima data. A questo incontro parteciperanno sia i rappresentanti delle tre sigle sindacali che quelli del Gruppo Aeffe. Come anticipato da Camuso: “Dichiareremo formalmente il mancato accordo e il rifiuto dei lavoratori all’ultima proposta aziendale.” La crisi di Aeffe non è un evento isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà che sta affliggendo il lusso italiano. Recenti annunci di riduzioni del personale o ristrutturazioni hanno coinvolto anche altre grandi realtà del settore, come Dsquared2 e Yoox, interessando circa 300 dipendenti solo a Milano. Questo scenario rappresenta un segnale preoccupante per un comparto che ha sempre rappresentato un motore economico e un’immagine di eccellenza per il paese a livello internazionale. Il tavolo ministeriale sarà cruciale per determinare se esistano ancora margini per una risoluzione alternativa a questa profonda crisi.