Assunzioni scuola, nuova stretta sugli elenchi regionali | Rischiano in molti
Nuove regole per l’assunzione di docenti, anche senza abilitazione. Il Ministero introduce elenchi regionali per coprire le cattedre vacanti. Una doppia chance per i precari.
L’obiettivo è chiaramente quello di fornire una soluzione ponte, un sistema che affianchi le immissioni dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (Gps) e le procedure concorsuali ordinarie. Mario Pittoni, responsabile istruzione della Lega, ha definito il provvedimento una tappa cruciale per l’ampliamento delle modalità di reclutamento, evidenziando la volontà di creare un doppio canale per fluidificare l’ingresso degli insegnanti e rispondere alle esigenze del territorio nazionale.
Come funzionano gli elenchi regionali e i requisiti di accesso
Capire gli elenchi regionali: funzionamento e requisiti per l’accesso.
La logica dietro gli elenchi regionali per il ruolo è quella di colmare il divario tra l’offerta di docenti e la domanda in specifiche aree geografiche. Questi elenchi sono stati ideati per agevolare le nomine in quelle regioni dove le graduatorie dei concorsi risultano sguarnite o insufficienti rispetto al fabbisogno di cattedre disponibili. Un aspetto innovativo e di grande importanza per i candidati è la flessibilità: l’iscrizione in questi elenchi non implica la rinuncia alla propria posizione nella regione originaria scelta per il concorso. Si configura, di fatto, una doppia chance che consente al docente di accelerare l’accesso al ruolo, sfruttando le carenze di organico in altre regioni senza compromettere il diritto acquisito nella propria graduatoria di merito.
Un’altra novità significativa riguarda l’estensione della platea dei beneficiari. L’accesso agli elenchi non sarà precluso a chi è sprovvisto del titolo abilitante. I docenti privi di abilitazione all’insegnamento potranno infatti partecipare attivamente alla procedura. Il meccanismo opererà in stretta connessione con lo scorrimento delle graduatorie relative al Concorso PNRR, muovendosi su binari paralleli e adottando le medesime logiche di scorrimento. Questo approccio garantisce uniformità di trattamento tra le diverse procedure di reclutamento in atto, permettendo di attingere a un bacino di professionisti più ampio per garantire la copertura del servizio scolastico sin dall’inizio dell’anno accademico.
Tipologie contrattuali e percorsi abilitanti per i docenti
Tipologie contrattuali e percorsi abilitanti: focus sui docenti.
La formalizzazione del rapporto di lavoro nell’ambito degli elenchi regionali varierà in base al possesso dei titoli da parte del candidato, richiamando gli articoli 13, comma 2, e 18-bis, comma 4, del decreto legislativo n. 59 del 2017. La normativa delinea due scenari distinti per la sottoscrizione del contratto, garantendo chiarezza e percorsi definiti a seconda della situazione del docente.
- Docenti abilitati: Per questa categoria, è prevista l’immediata sottoscrizione di un contratto a tempo indeterminato. Questo assicura la stabilità del ruolo fin dal primo momento, riconoscendo pienamente il percorso formativo e professionale già completato.
- Docenti non abilitati: In questo caso, si procederà con la stipula di un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo. Durante questo periodo, l’insegnante sarà tenuto a integrare la propria formazione conseguendo 30 o 36 CFU (Crediti Formativi Universitari) attraverso i percorsi abilitanti specifici. Questo percorso garantisce che anche i docenti privi di abilitazione possano entrare nel sistema, a condizione che completino il loro iter formativo in un lasso di tempo definito.
Contestualmente a queste nuove assunzioni, si attende con impazienza l’avvio dei percorsi abilitanti del terzo ciclo. Questi percorsi sono cruciali per permettere ai precari di regolarizzare la propria posizione e trasformare il contratto a termine in assunzione definitiva, assicurando così la stabilità e la continuità didattica nel lungo periodo.