Crans-Montana, la fuga disperata e le porte bloccate | I racconti gelano il sangue

L’inferno di Crans-Montana: fiamme, caos e uscite bloccate hanno trasformato una festa di Capodanno in tragedia. Testimonianze shock rivelano dettagli agghiaccianti sulla notte fatale.

Crans-Montana, la fuga disperata e le porte bloccate | I racconti gelano il sangue

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L’inferno di Crans-Montana: fiamme, caos e uscite bloccate hanno trasformato una festa di Capodanno in tragedia. Testimonianze shock rivelano dettagli agghiaccianti sulla notte fatale.

La notte di Capodanno a Crans-Montana, Svizzera, si è trasformata in un incubo indelebile. Un locale affollato, il “Le Constellation”, è stato teatro di una tragedia che ha spezzato decine di vite, tra cui sei giovani italiani minorenni. L’inchiesta sulla strage, condotta dalla procuratrice Marie Gretillat, ha rivelato un quadro agghiacciante: fiamme divampate rapidamente, una fuga disperata, e soprattutto, uscite di sicurezza bloccate che hanno intrappolato i clienti in una trappola mortale.

Le immagini e i racconti raccolti in oltre 300 pagine d’ordinanza ricostruiscono minuto per minuto l’orrore di quella sera. Candele pirotecniche che sfioravano il soffitto, il propagarsi incontrollato del fuoco, e il panico che ha travolto centinaia di giovanissimi. I soccorritori e i familiari giunti sul posto hanno dipinto scenari di devastazione e dolore, con corpi ritrovati a terra in prossimità delle vie di fuga ostruite, testimonianza muta di un tentativo estremo di salvezza.

Le testimonianze dei sopravvissuti e la dinamica dell’incendio

Le voci dei sopravvissuti sono il cuore pulsante dell’inchiesta. Raccontano di uno “show” pirotecnico con bottiglie e candele che, secondo molti, avrebbe innescato l’incendio. Cyane Panine, la cameriera ripresa con un casco mentre maneggiava le bottiglie infuocate, è stata identificata come figura chiave nella dinamica iniziale. Una ragazza di 18 anni testimonia: “Le fiamme erano davvero vicine al soffitto, la cameriera muoveva le bottiglie dal basso verso l’alto”. Un’altra voce, raccolta da un soccorritore, riporta: “Hanno voluto fare uno show con le bottiglie e tutto il bar è esploso“.

Il gestore del locale, Jacques Moretti, indagato insieme alla compagna Jessica per omicidio, lesioni e incendio colposi, avrebbe ammesso l’uso sistematico di fontane pirotecniche senza specifiche autorizzazioni. La velocità con cui il fuoco si è propagato ha lasciato poco scampo. Un diciassettenne ricorda: “Le persone hanno impiegato del tempo prima di capire che stava andando tutto a fuoco, circa due minuti. Appena ho visto il fuoco, sono subito salito al piano terra, ho perso le scarpe nella folla“. Il ragazzo ha subito ustioni e ha dovuto rompere una finestra per fuggire, trovando a terra il cellulare di un amico ora in coma.

La tragica scoperta delle uscite ostruite e le indagini in corso

La tragica scoperta delle uscite ostruite e le indagini in corso

Uscite ostruite: una tragica scoperta. Indagini in corso.

 

Uno degli aspetti più sconvolgenti emersi dalle indagini riguarda le vie di fuga bloccate. Numerosi testimoni hanno parlato di porte chiuse o ostruite, impedendo un’evacuazione rapida e sicura. Un uomo accorso per soccorrere la figlia della compagna ha descritto la scena: “Ho trovato una porta bloccata, ho chiesto a un Vigile del fuoco di darmi qualcosa per aprirla. Insieme siamo riusciti a forzarla, i corpi sono caduti all’esterno, alcuni gemevano”. Questa testimonianza è corroborata da immagini di videosorveglianza che mostrano una piccola porta, indicata come uscita di sicurezza, ostruita da un mobiletto.

La mappa del locale, allegata all’ordinanza, evidenzia drammaticamente i punti in cui la maggior parte delle vittime ha trovato la morte. Le “macchie rosse” disegnate sulla pianta indicano la scala che dal piano interrato conduceva a quello superiore: proprio lì, nel tentativo disperato di uscire, molti hanno perso la vita. Il “Le Constellation” si è trasformato in pochi istanti in una trappola mortale. L’inchiesta prosegue per accertare tutte le responsabilità e fare piena luce su questa tragedia che ha sconvolto la Svizzera e l’Italia, lasciando un’eredità di dolore e interrogativi sulle norme di sicurezza nei luoghi pubblici.