Crans Montana, i medici prendono una decisione cruciale | Ore decisive in ospedale: cuore spezzato

Aggiornamenti sui feriti di Crans Montana. La decisione dei medici del Niguarda sul trasferimento di un ragazzo grave al Policlinico di Milano. Quale sarà il suo destino?

Crans Montana, i medici prendono una decisione cruciale | Ore decisive in ospedale: cuore spezzato

Crans Montana - assowebtv

Aggiornamenti sui feriti di Crans Montana. La decisione dei medici del Niguarda sul trasferimento di un ragazzo grave al Policlinico di Milano. 

Dalla tragica notte di San Silvestro, quando un incendio ha divampato a Crans-Montana, in Svizzera, l’attenzione resta alta sulle condizioni dei giovani coinvolti. I fumi tossici sprigionati dalle fiamme hanno causato non solo ustioni di grave entità, ma anche seri danni respiratori, rendendo indispensabile il ricovero e, in alcuni casi, il trasferimento dei pazienti in strutture altamente specializzate.

La macchina dei soccorsi si è attivata con esemplare tempestività, istituendo un ponte aereo tra la Svizzera e l’Italia. Questa complessa operazione ha visto il coinvolgimento di diversi ospedali lombardi, orchestrando una gestione dell’emergenza che ha permesso di distribuire i feriti nei centri più adeguati. L’obiettivo primario è stato garantire a ciascuno le cure più mirate, in base alla gravità e alla tipologia delle lesioni riportate. In questo scenario di grande impegno medico e organizzativo, una delle decisioni più rilevanti ha riguardato il trasferimento di un ragazzo dal Niguarda al Policlinico di Milano.

Il trasferimento cruciale al Policlinico di Milano

Il trasferimento cruciale al Policlinico di Milano

Il trasferimento cruciale al Policlinico di Milano: un momento decisivo.

 

Uno dei giovani inizialmente ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano è stato trasferito ieri al Policlinico, in via Sforza. Questa mossa, definita da Palazzo Lombardia come una “decisione collegiale frutto della collaborazione tra i migliori specialisti regionali”, sottolinea la complessità del caso. Mentre altri feriti affrontano ustioni estese, anche fino al 60 per cento della superficie corporea, per questo paziente la preoccupazione principale è l’insufficienza respiratoria.

I fumi tossici inalati durante l’incendio hanno aggravato i polmoni di un ragazzo già affetto da asma. Il trasferimento al Policlinico è dovuto alla sua eccellenza nella gestione delle forme acute e gravi di insufficienza respiratoria e nell’uso dell’ECMO (Extra Corporeal Membrane Oxygenation). Andrea De Gasperi, ex direttore di Anestesia e Rianimazione 2 al Niguarda, ha spiegato: “È una tecnica che permette ai polmoni di ‘riposare’ e guarire. Il sangue viene ossigenato da una macchina e poi reimmesso nel paziente”. Il Policlinico vanta una lunga esperienza in quadri respiratori complessi che richiedono tale supporto.

Le condizioni degli altri feriti e i futuri scenari

Le condizioni degli altri feriti e i futuri scenari

Un’analisi delle condizioni dei feriti e dei futuri scenari.

 

Andrea De Gasperi ha ulteriormente evidenziato come “i danni polmonari siano probabilmente legati anche al tipo di sostanze tossiche inalate, che si sovrappongono alla patologia asmatica”, delineando un quadro clinico particolarmente complesso per chi ha subito danni respiratori. Nel frattempo, gli altri 11 feriti giunti con il ponte aereo rimangono ricoverati al Niguarda: sei di loro sono assistiti in Rianimazione, mentre i restanti cinque sono seguiti attentamente dal Centro ustioni dell’ospedale milanese, che continua a fornire cure specialistiche per le gravi lesioni cutanee.

Non sono esclusi ulteriori trasferimenti in base all’evoluzione delle condizioni cliniche e alle necessità logistiche. Ad esempio, è previsto che la prossima settimana Eleonora, una veterinaria 29enne originaria di Cattolica, possa essere spostata in un ospedale romagnolo, più vicino alla sua famiglia. La possibilità che altri pazienti arrivino a Milano, tuttavia, è considerata remota, sebbene la Regione Lombardia abbia assicurato che la disponibilità delle sue strutture sanitarie rimane sempre aperta a nuove esigenze. La situazione continua a essere monitorata costantemente, con l’obiettivo di garantire la migliore assistenza possibile a tutti i giovani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana.