Rita Dalla Chiesa, crolla durante il discorso: non riesce più a parlare | Intorno cala il gelo

La deputata Rita Dalla Chiesa non trattiene la commozione in Parlamento ricordando la tragedia di Crans-Montana. Un dramma che ha scosso l’Italia e spinto a un crollo emotivo in aula.

Rita Dalla Chiesa, crolla durante il discorso: non riesce più a parlare | Intorno cala il gelo

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La deputata Rita Dalla Chiesa non trattiene la commozione in Parlamento ricordando la tragedia di Crans-Montana. Un dramma che ha scosso l’Italia e spinto a un crollo emotivo in aula.

Un silenzio insolito ha avvolto l’aula di Montecitorio, una compostezza istituzionale rotta da un inaspettato quanto profondo crollo emotivo. Protagonista di questo momento toccante è stata Rita Dalla Chiesa, deputata di Forza Italia, che non è riuscita a trattenere le lacrime nel rievocare la tragedia di Capodanno al Le Constellation, il locale di Crans-Montana devastato dalle fiamme. Quello che doveva essere un intervento di riflessione politica si è trasformato in un instante di umanità condivisa, un dolore che ha travalicato i confini delle appartenenze partitiche e ha unito l’intero arco parlamentare in un unico, sofferto ricordo.

Il rogo, divampato nella notte di San Silvestro mentre centinaia di persone festeggiavano all’interno, ha mietuto 40 giovani vite tra clienti e personale. Una tragedia che pesa come un macigno sulla coscienza collettiva, aggravata dal sospetto, ormai quasi certezza, di gravissime carenze in materia di sicurezza. I proprietari, gli imprenditori corsi Jacques e Jessica Moretti, sono al centro delle indagini, e le immagini dell’incendio, insieme ai racconti strazianti dei sopravvissuti, continuano a lasciare ferite aperte che vanno ben oltre i confini elvetici. L’Italia, in particolare, ha perso cinque suoi ragazzi e segue con apprensione le sorti dei feriti ancora ricoverati, in bilico tra la vita e la morte.

Le parole spezzate di Rita Dalla Chiesa: Un abbraccio collettivo

L’atmosfera in aula si era già fatta densa dopo l’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva aggiornato il Parlamento sugli sviluppi della vicenda e sulla decisione dello Stato italiano di costituirsi parte civile nel processo contro i Moretti e il Comune di Crans-Montana. Ma è stato l’intervento di Rita Dalla Chiesa a scuotere le fondamenta dell’istituzione. Con la voce incrinata dall’emozione e gli occhi lucidi, la deputata ha espresso un dolore che risuonava autentico e profondo. Le sue parole, cariche di un’intensità quasi palpabile, hanno rotto il muro della formalità.

«Non riesco più a vedere un caminetto acceso, non ce la faccio. Dietro quelle fiamme vedo i volti di quei ragazzi. I familiari devono sapere che sono diventati anche la nostra famiglia». Questa la confessione che ha travolto Dalla Chiesa, trasformando il suo intervento in un abbraccio simbolico a tutte le famiglie straziate dal lutto. Un momento in cui la figura pubblica si è fatta portavoce di una sofferenza privata ma profondamente condivisa, un dolore che si è trasformato in ferita collettiva per l’intera nazione. L’Italia intera ha perso i suoi figli a Crans-Montana, e il ricordo di quei volti rimarrà impresso nella memoria di tutti.

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Un parlamento unito nel dolore: La memoria oltre la politica

Poco dopo il crollo emotivo in aula, Rita Dalla Chiesa ha voluto condividere il suo stato d’animo e il significato di quel momento anche sui social media. Il suo messaggio ha rafforzato il senso di unità vissuto in Parlamento, sottolineando come in circostanze di tale gravità, le divergenze politiche possano cedere il passo a un dolore comune e alla solidarietà umana. «Oggi in Parlamento il mio ricordo per i nostri figli di Crans. Un Parlamento che per la prima volta ho visto unito, maggioranza e opposizione, sotto lo stesso terribile dolore. Non dimentichiamoli, questi ragazzi. Non dimentichiamo la disperazione delle loro famiglie. E aiutiamo, con il nostro amore, chi è in un letto di ospedale a cercare di riprendersi la vita. E grazie al papà e nonno Antonio Tajani».

Questo accorato appello non è stato solo un ricordo, ma un vero e proprio manifesto di unità e compassione. La sua onestà e vulnerabilità hanno toccato corde profonde, dimostrando come, di fronte a tragedie umane di tale portata, la politica possa e debba mettere da parte le sue dinamiche per abbracciare un senso di comunità più ampio. La giornata ha segnato un momento in cui la memoria delle vittime e la vicinanza alle loro famiglie hanno superato ogni divisione, lasciando un’impronta indelebile nella storia recente di Montecitorio. Un monito affinché il ricordo di Crans-Montana non si spenga, e le lezioni sulla sicurezza non vengano mai dimenticate.