Sondaggi politici, i numeri crollano all’improvviso | Il partito perde terreno in pochi giorni
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Le opposizioni: Chi cresce e chi arretra
Le opposizioni italiane: uno sguardo tra crescita e arretramento.
Se la maggioranza può guardare ai numeri con ottimismo, il fronte delle opposizioni presenta un quadro più articolato. Nello stesso periodo analizzato, si osserva un parziale riequilibrio interno. Il Partito Democratico registra una crescita di mezzo punto percentuale, consolidando la sua posizione come principale forza d’opposizione. Tuttavia, è il Movimento Cinque Stelle a segnare un arretramento preoccupante, perdendo quasi un punto. Questa flessione continua riapre il dibattito sul suo peso relativo all’interno dello schieramento alternativo al governo e, soprattutto, conferma una crisi ormai evidente. Questa dinamica, sebbene non stravolga gli equilibri attuali, suggerisce uno spostamento di consensi che potrebbe avere effetti tangibili nel medio periodo. Le performance differenziate tra PD e M5S indicano un mutamento nelle preferenze dell’elettorato di centrosinistra, con ripercussioni sulle strategie e alleanze future.
La Supermedia Liste mostra una graduatoria chiara: Fratelli d’Italia al 30,2% (+0,6), seguito dal Pd al 22,4% (+0,5). Il M5s si attesta al 12,0% (-0,7), mentre Forza Italia sale all’8,9% e la Lega all’8,4%. Seguono Alleanza Verdi e Sinistra al 6,3%, Azione al 3,2%, Italia Viva al 2,5%, +Europa all’1,5% e Noi Moderati all’1,1%.
Referendum marzo: Il sì vola, possibili impatti futuri
Referendum marzo: il sì vola. Si profilano i futuri scenari.
Accanto ai dati sui partiti, la Supermedia fornisce indicazioni rilevanti anche sul fronte del referendum, fissato per il 22 e 23 marzo. Le stime attuali mostrano i Sì nettamente in vantaggio, attestati al 58,9%, con un incremento di circa due punti rispetto alla rilevazione dell’11 dicembre. Questo dato rafforza l’ipotesi di un orientamento chiaro dell’elettorato, suggerendo una tendenza favorevole alla proposta referendaria. Tuttavia, è fondamentale considerare che la campagna referendaria vera e propria deve ancora entrare nel vivo, e potrebbe riservare delle sorprese. L’andamento del consenso in vista di questa consultazione sarà un banco di prova significativo per tutte le forze politiche.
Guardando alle coalizioni, il centrodestra raggiunge il 48,6% (+1,1), mentre il centrosinistra sale al 29,8%. Il Movimento Cinque Stelle, autonomamente, rimane al 12,0%, e il Terzo Polo cresce al 5,8%. La Supermedia sul referendum cristallizza una distanza significativa: Sì al 58,9% e No al 41,1%, con uno scarto che si è ampliato rispetto alla fine del 2025. Se confermato, questo dato potrebbe incidere non solo sull’esito della consultazione, ma anche sugli assetti politici successivi, rendendo il 2026 un anno tutt’altro che statico per la politica italiana.