“Buongiorno Polizia, blocchiamo la sua targa”, in queste ore centinaia di telefonate in arrivo | Ti costa un patrimonio

Una sofisticata truffa si diffonde in Italia: criminali si spacciano per forze dell’ordine e, con la scusa della targa clonata, mirano ai tuoi beni più cari. Scopri come proteggerti.

“Buongiorno Polizia, blocchiamo la sua targa”, in queste ore centinaia di telefonate in arrivo | Ti costa un patrimonio
Le forze dell’ordine chiamano per la targa clonata, ore decisive per non pagare un patrimonio.

Il panorama delle truffe in Italia è in continua evoluzione, e le metodologie dei criminali si fanno sempre più raffinate e subdole. Negli ultimi tempi, sta emergendo una nuova e preoccupante frode che sfrutta un meccanismo ben oliato: l’inganno basato sull’identità delle forze dell’ordine e l’allarmante notizia di una targa clonata. Questo schema, abilmente costruito, è pensato per generare panico e indurre le vittime, spesso le persone più vulnerabili, a collaborare senza il minimo sospetto, consegnando involontariamente i propri beni più preziosi. La frode si articola attraverso una messa in scena dettagliata, che inizia con una semplice telefonata ma si evolve rapidamente in uno scenario credibile, mirato a estorcere denaro o oggetti di valore. È fondamentale essere informati per riconoscere i segnali e non cadere in questa trappola sempre più diffusa.

Come funziona la truffa della targa clonata

Come funziona la truffa della targa clonata

Come funziona la truffa della targa clonata: il meccanismo spiegato visivamente.

 

Il copione di questa nuova truffa è quasi cinematografico, studiato per instillare preoccupazione e urgenza. Tutto inizia con una chiamata apparentemente ufficiale. Dall’altra parte della linea, una voce professionale e decisa si presenta come appartenente alle forze dell’ordine, tipicamente i Carabinieri. La notizia è sconvolgente: “La sua auto è stata coinvolta in una rapina con targa clonata”. Immediatamente, viene costruita una storia dettagliata: l’auto della vittima sarebbe stata usata per un grave crimine, come una rapina in gioielleria, e ora è necessario collaborare per dimostrare la propria estraneità ai fatti.

I truffatori sono esperti nella manipolazione psicologica, capaci di imitare dialetti e toni per creare un legame di fiducia. Durante la telefonata, il complice chiede alla vittima, spesso anziana e sola, di fotografare gioielli o di raccogliere beni di valore, presentandola come una “perizia preventiva” o una “formalità” necessaria per le indagini. Poco dopo, entra in scena un secondo truffatore: si presenta a casa della vittima con modi gentili, esibendo moduli o documenti falsi. Con una scusa plausibile, come dover compilare moduli in un’altra stanza, induce la persona ad allontanarsi. In quei brevi istanti, il malvivente si appropria dei beni indicati, scomparendo con il bottino. La messinscena è talmente curata che, in alcuni casi, il primo truffatore al telefono continua a rassicurare la vittima, suggerendo di recarsi in una caserma lontana per “completare i verbali”, garantendosi così un ulteriore margine di tempo per la fuga.

Come difendersi e riconoscere i segnali d’allarme

Come difendersi e riconoscere i segnali d'allarme

Proteggiti: scopri come riconoscere i segnali d’allarme e difenderti efficacemente.

 

Difendersi da queste truffe richiede attenzione e consapevolezza. Il primo e più importante campanello d’allarme è la natura inaspettata della chiamata. Le forze dell’ordine non contatteranno mai i cittadini per telefono chiedendo di consegnare denaro o oggetti di valore, né per effettuare “perizie” immediate a domicilio senza un preavviso e procedure ufficiali chiare. Mai fidarsi di chi richiede azioni immediate o dati sensibili al telefono, specialmente se legati a presunte indagini o rapine.

Se ricevi una telefonata del genere, la regola d’oro è interrompere la comunicazione. In caso di dubbio, non esitare a chiamare direttamente il numero unico di emergenza 112 o il comando locale dei Carabinieri o della Polizia, utilizzando i numeri ufficiali che puoi trovare su internet o negli elenchi telefonici, non quelli forniti dal presunto agente. Le forze dell’ordine non agiscono sotto pressione e non richiedono mai di esibire o consegnare beni personali per dimostrare l’innocenza. È fondamentale informare i propri familiari, soprattutto gli anziani, su queste nuove tattiche di truffa, spiegando loro come riconoscere i segnali d’allarme e come comportarsi. La prevenzione e la condivisione delle informazioni sono le armi più efficaci contro questi inganni sempre più insidiosi.