Caso Garlasco, hanno pubblicato la chat segreta di Chiara | Una triste verità svelata solo ora
Una chat inedita tra Chiara Poggi e Alberto Stasi emerge nel caso Garlasco, rivelando una sorprendente complicità. Mette in discussione il movente.
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Il delitto di Garlasco, avvenuto la mattina del 13 agosto 2007, è un caso che da anni tiene banco nella cronaca italiana. Nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di reclusione, la complessità degli eventi e le continue emersioni di nuovi dettagli continuano ad alimentare il dibattito pubblico e mediatico. Recentemente, un documento definito “delicato” e “inedito” è stato portato alla luce dal giornalista Massimo Giletti, riaprendo interrogativi sul rapporto tra la vittima, Chiara Poggi, e il suo fidanzato Alberto Stasi. Si tratta di una serie di conversazioni private via chat, risalenti a circa un anno prima dell’omicidio.
Queste interazioni digitali, caratterizzate da un tono scherzoso e ironico, anche su argomenti apparentemente scabrosi, suggeriscono una profonda complicità tra i due giovani. L’elemento più significativo riguarda la loro discussione sui “filmini a luci rosse”, un aspetto che era stato precedentemente al centro di speculazioni sul movente. La diffusione di questi scambi verbali, avvenuta nel programma televisivo “Lo stato delle cose” su Rai 3, ha l’obiettivo di offrire una prospettiva differente e forse più sfumata sulla dinamica della loro relazione, mettendo potenzialmente in discussione la narrativa di una “scoperta traumatica” da parte di Chiara di materiale compromettente.
La conversazione che svela un rapporto inatteso
La chat in questione, datata 17 settembre 2006, ritrae uno scambio dettagliato e colloquiale tra Chiara e Alberto. Il fulcro della discussione è il trasferimento di video. Chiara, con un tono decisamente spigliato, si informa sul processo: “Piuttosto, ora che sta trasferendo quando ha finito, che faccio fa tutto da solo, giusto? Perché visto che devo andare a cucinare quando mi mandi l’altro filmino, mi fai uno squillo che vengo ad accettare. Ok?“. Alberto la rassicura sui tempi e sul progresso del trasferimento, specificando che si tratta di un “filmino” breve.
Il dialogo prosegue con Chiara che chiede maggiori dettagli e Alberto che risponde, indicando un video non “porno” ma un altro “del mare”. È la reazione di Chiara alla visione del contenuto a rivelare la natura giocosa del loro rapporto: “Funziona: che vergogna“. A ciò segue l’invito di Alberto a mantenere l’audio perché “è pornissimo!”, con Chiara che replica prontamente: “Quando lo guardo dovrò togliere l’audio che se no divento rossa”. Questi frammenti non solo dimostrano una grande apertura e assenza di tabù tra i due, ma evidenziano anche un linguaggio comune fatto di battute e reciproca comprensione, lontano dall’immagine di una relazione tesa da segreti inconfessabili o da un profondo imbarazzo riguardo a temi intimi. La trasparenza e la leggerezza con cui affrontano l’argomento suggeriscono una dimensione della loro relazione sconosciuta al grande pubblico.
Riflessioni sul movente: la chat cambia prospettiva?
Le chat ridefiniscono il movente, cambiando prospettiva sull’indagine.
L’emergere di queste conversazioni assume un’importanza cruciale in relazione alle teorie sul movente del delitto di Garlasco. Una delle ipotesi più diffuse riguardava la presunta scoperta, da parte di Chiara, della celebre cartella “Militare” sul computer di Alberto, contenente una vasta collezione di materiale pornografico. La reazione di Chiara a tale scoperta, si era ipotizzato, avrebbe potuto scatenare una lite fatale. Tuttavia, la chat rivela un contesto ben diverso.
Se, come le conversazioni suggeriscono, Chiara e Alberto discutevano apertamente e con spensieratezza di “filmini”, la narrazione di una “scoperta traumatica” perde molta della sua plausibilità. Questo non esclude che la cartella “Militare” possa aver giocato un ruolo, ma ne ridimensiona significativamente l’impatto come catalizzatore di un movente legato a vergogna o shock improvviso. La chat offre, dunque, una prospettiva che invita a riconsiderare la dinamica psicologica della coppia. Lungi dal voler fornire risposte definitive su un caso così complesso, questo nuovo elemento sottolinea la necessità di un’analisi più profonda delle interazioni tra Chiara e Alberto, aggiungendo un tassello importante alla comprensione di un rapporto forse più articolato e meno convenzionale di quanto finora immaginato. La verità sul delitto di Garlasco resta ancora un puzzle, ma ogni nuovo frammento, come questa chat, ne arricchisce la visione.
