Crans-Montana, ecco quanto ha pagato davvero Moretti | Autorità svizzere finiscono nel mirino
L’inchiesta sull’incendio di Crans-Montana rivela dettagli sconvolgenti. Il prezzo irrisorio di un locale di successo solleva dubbi sulle autorità svizzere e i proprietari.
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La tragedia di Capodanno a Crans-Montana, dove un devastante incendio ha colpito il celebre club Le Constellation provocando la morte di numerosi giovani, ha squarciato un velo su una vicenda che si tinge di giallo. Mentre le indagini procedono per far luce sulle cause del rogo e sulle responsabilità penali, un dettaglio in particolare sta emergendo con prepotenza, alimentando interrogativi che vanno ben oltre l’evento specifico: la presunta acquisizione del locale per la cifra simbolica di un solo franco svizzero. Un fatto che, se confermato in ogni suo risvolto, potrebbe riscrivere gli equilibri e le percezioni sulla gestione e l’efficacia dei controlli nel rinomato Canton Vallese.
Al centro dell’attenzione vi sono Jacques e Jessica Moretti, i proprietari del club, ora indagati. La domanda che risuona negli uffici degli inquirenti elvetici è cristallina: come è stato possibile che un’attività con un potenziale di guadagno così elevato sia passata di mano per una somma praticamente irrisoria? Questo non riguarda solo la posizione dei Moretti, ma getta un’ombra sulla condotta delle autorità locali di Crans-Montana, responsabili delle licenze e delle supervisioni. Il caso si annuncia come un vero e proprio test per la trasparenza del sistema svizzero.
L’enigma della compravendita e le versioni a confronto
Messo sotto torchio dagli investigatori per ore, Jacques Moretti, imprenditore corso attualmente detenuto e indagato per omicidio, lesioni e incendio colposi, ha fornito la sua versione dei fatti. Ha confermato di aver pagato un franco per l’acquisizione della licenza del Le Constellation nel 2015, ma ha giustificato questa cifra irrisoria con il fatto che l’attività era rimasta chiusa per un anno. Secondo la sua ricostruzione, si sarebbe trattato di un semplice contratto di locazione per esercizi commerciali inattivi, non di un acquisto vero e proprio. Una spiegazione che ha esteso anche ad altri suoi locali, come il Senso e Le Vieux Chalet, anch’essi acquisiti in circostanze simili.
La difesa legale dei Moretti, nel frattempo, è passata al contrattacco, sostenendo fermamente l’assenza di responsabilità penali da parte dei propri assistiti. Un punto su cui gli avvocati intendono insistere, mentre la procura scava a fondo nella complessa rete finanziaria dell’imprenditore. Le difficili condizioni economiche di Moretti, con un conto corrente quasi prosciugato (si parla di soli 520 euro) e ipoteche milionarie su beni e società, rendono il quadro ancora più intricato e contraddittorio. È proprio questa situazione precaria a rendere ancora più sorprendente la gestione di locali dal fatturato annuo stimato in cifre estremamente elevate, come i 600-700 mila franchi per il Constellation o il milione per il Vieux Chalet.
Le implicazioni dell’indagine sul Canton Vallese
Le implicazioni dell’indagine in corso che scuote il Canton Vallese.
La questione del “franco simbolico” trascende la mera vicenda privata dei Moretti per assumere una dimensione pubblica e politica. La rapidità e la clamorosità della “scalata imprenditoriale” dei Moretti in una località vip come Crans-Montana, in contrasto con le loro dichiarate ristrettezze economiche, solleva interrogativi pressanti. Come hanno operato le autorità di vigilanza e concessione delle licenze? C’è stata una supervisione adeguata o si sono verificate delle lacune nel sistema di controllo che hanno permesso tali operazioni?
L’inchiesta svizzera non si sta concentrando unicamente sulle responsabilità dirette dell’incendio, ma sta esplorando anche la filiera burocratica e amministrativa che ha reso possibile la gestione di diverse attività con queste premesse. Il caso di Crans-Montana potrebbe, pertanto, avere ripercussioni significative sull’immagine e sulla reputazione del Canton Vallese in termini di rigore e integrità amministrativa. Il paese, noto per la sua precisione e la sua attenta regolamentazione, si trova ora a dover rispondere a domande scomode su come sia potuto accadere che un’attività potenzialmente così redditizia venisse registrata con una transazione così insolita. Il dibattito è aperto e l’attesa per ulteriori sviluppi è alta.
