Funerali Valentino, l’ultimo gesto sorprende: erano presenti anche loro alla funzione | Assurdo
Un addio commosso per Valentino Garavani a Roma. Tra la folla di gente comune, presenze inaspettate hanno reso omaggio allo stilista. Un evento indimenticabile.
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La Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, cornice maestosa e discreta, ha accolto fin dalle prime ore del mattino una folla eterogenea e profondamente legata allo stilista. Professionisti del settore, amici di una vita e semplici ammiratori si sono ritrovati in Piazza della Repubblica, in un tributo corale che ha superato le distinzioni sociali, celebrando l’uomo e l’artista.
Un addio commosso per Valentino Garavani a Roma. Tra la folla di gente comune, presenze inaspettate hanno reso omaggio allo stilista. Un evento indimenticabile.
Il silenzio della piazza, interrotto solo dal fruscio discreto dei passi e dai sussurri, ha creato un’atmosfera di profonda riflessione. L’arrivo del feretro ha segnato l’apice di questa solennità, con volti noti e anonimi che condividevano un dolore comune, in attesa di dare l’estremo saluto. Un addio che, fin dai primi momenti, ha rivelato la straordinaria capacità di Valentino di unire, ben oltre le passerelle e i riflettori, persone diverse sotto il segno della bellezza e dell’arte.
Le presenze inattese tra i banchi di Santa Maria degli Angeli
Mentre la cerimonia progrediva, a colpire l’attenzione non sono state solo le figure storiche del mondo della moda e dello spettacolo, come Elizabeth Hurley, Anna Fendi e Brunello Cucinelli, che hanno fatto il loro ingresso con discrezione, ma un dettaglio che ha suscitato particolare emozione e stupore. Tra la gente comune, mescolate alla folla senza sfarzo né clamore, si sono riconosciute tre icone assolute dello stile globale, capaci di catalizzare l’attenzione pur scegliendo la via dell’umiltà.
Stiamo parlando di Anne Hathaway, l’attrice premio Oscar da sempre legata al couturier, che è arrivata in piazza con il suo staff, avvolta in un sobrio cappotto nero e occhiali scuri, evitando i flash dei fotografi per entrare nella basilica in assoluto silenzio. Al suo fianco, o poco distanti, altre due pilastri della moda internazionale: Donatella Versace e Anna Wintour. La direttrice di Vogue America, figura imponente e riconoscibile, ha scelto anche lei di fondersi letteralmente tra i partecipanti, optando per un addio personale e lontano dai riflettori che solitamente le accompagnano.
Queste presenze inaspettate, che hanno preferito la semplicità e il rispetto alla celebrità, hanno testimoniato il legame profondo e autentico che Valentino Garavani aveva saputo costruire. L’abbraccio tra Anne Hathaway e i familiari dello stilista, avvenuto sul sagrato, ha racchiuso più di mille parole, simboleggiando un affetto che trascende i ruoli e le professioni, rivelando il lato più umano e meno pubblico del legame con l’artista.

L’eredità di uno stile senza tempo e il ricordo più intimo
Al di là del dolore per la perdita, i funerali di Valentino sono stati anche un momento per celebrare l’immensa eredità lasciata dal “maestro”. Durante la cerimonia, non sono mancati aneddoti capaci di restituire un ritratto più intimo e affettuoso dello stilista. Bianca Brandolini D’Adda, ad esempio, ha ricordato con un sorriso venato di malinconia le parole di Valentino: «Mi diceva sempre: per favore, non lasciare mai casa senza mettere un po’ di rossetto». Un piccolo, ma significativo, dettaglio che svelava la sua ossessione gentile per la bellezza e l’eleganza, considerate non un vezzo, ma una missione quotidiana.
È stata Tiziana Rocca a cogliere e sintetizzare il senso profondo della sua figura: «Era un uomo incredibile, eccezionale, sempre perfetto, sempre elegante, che amava le donne, amava la bellezza». Parole che hanno risuonato tra i banchi, invitando i presenti a ripercorrere mentalmente una carriera costellata di successi e una visione inconfondibile.
A chiudere idealmente questa giornata, il commiato social di Giancarlo Giammetti, storico partner e braccio destro. Un omaggio intimo, che ha unito l’iconica frase «Mi piace la bellezza, non è colpa mia», a un quadro di Andy Warhol e a un’aria di Puccini cantata da Maria Callas. Un saluto che ha trasformato il dolore in eterna memoria, suggellando l’immagine di un uomo che ha saputo elevare la moda a forma d’arte, lasciando un segno indelebile nel cuore di chi lo ha amato e nel panorama culturale mondiale.
