Frana spaventosa, strade bloccate e nessuna possibilità di riapertura | La città è in ginocchio
Una frana ha bloccato un’arteria vitale, causando disagi enormi e traffico deviato. Le autorità lavorano incessantemente, ma i tempi di riapertura sono incerti.
Un improvviso distacco di materiale roccioso ha interrotto brutalmente la circolazione su un’importante arteria costiera, lasciando migliaia di pendolari e viaggiatori in un limbo di incertezza. L’evento, avvenuto nelle ore serali, ha trasformato una normale domenica in un incubo logistico, con le squadre di emergenza immediatamente sul posto ma di fronte a una situazione complessa. La strada, fondamentale per i collegamenti della regione, è stata chiusa in entrambe le direzioni, costringendo a deviazioni significative e mettendo a dura prova la pazienza di chi si trovava a transitare. La preoccupazione maggiore riguarda la mancanza di una tempistica chiara per il ripristino, lasciando aperta la questione su quanto a lungo questa interruzione influenzerà la vita quotidiana e l’economia locale.
Il silenzio sulla possibile data di riapertura amplifica il senso di urgenza. I tecnici sono al lavoro senza sosta, valutando l’estensione del danno e la stabilità del versante, ma le condizioni meteo avverse complicano ulteriormente ogni intervento. La comunità si interroga sulle cause e sulle possibili soluzioni a lungo termine per prevenire futuri episodi, mentre l’attenzione è tutta concentrata sull’opera di messa in sicurezza e sulla speranza di una rapida risoluzione che, al momento, sembra ancora lontana.
Le conseguenze della frana tra Vesima e Arenzano
Frana tra Vesima e Arenzano: le immagini delle gravi conseguenze.
La frana si è verificata lungo la statale Aurelia, all’altezza del chilometro 547, nel tratto compreso tra Vesima e Arenzano, a levante della galleria del Pizzo. Massi e detriti hanno invaso entrambe le carreggiate, rendendo immediatamente impraticabile la strada. Fortunatamente, al momento dell’evento, nessuna persona, veicolo o struttura è stato travolto, scongiurando un potenziale disastro ben più grave. Le squadre di Anas e i Vigili del Fuoco hanno lavorato incessantemente per tutta la notte successiva all’evento, avviando le prime operazioni di messa in sicurezza e la rimozione del materiale.
Le verifiche tecniche sulla stabilità del versante sono ancora in corso, rappresentando la priorità assoluta prima di poter ipotizzare una riapertura. Il maltempo degli ultimi giorni, con piogge persistenti, ha reso le operazioni estremamente complesse e ha rallentato il lavoro dei tecnici. La viabilità veicolare è stata prontamente deviata sull’autostrada A10, una soluzione che, seppur efficace per smaltire il grosso del traffico, comporta inevitabilmente un aumento dei tempi di percorrenza e dei costi per gli utenti. Anche le corse della linea Amt 708, che collega Varazze e Voltri, stanno transitando via autostrada nel tratto interessato tra Arenzano e Pra’, causando disagi ai passeggeri.
Un’area storicamente a rischio e le sfide future
Un’area storicamente a rischio si confronta con le sfide del futuro.
La zona della galleria del Pizzo è purtroppo storicamente nota per la sua instabilità idrogeologica. Negli anni, questo tratto dell’Aurelia è stato più volte interessato da smottamenti e frane. Tuttavia, un aspetto rilevante di questo recente evento è la sua posizione: i problemi passati hanno quasi sempre riguardato il versante all’uscita a ponente del tunnel, tanto che dal 2016 esiste un’ordinanza di protezione civile che impone la chiusura della strada in caso di allerta arancione o rossa.
Esiste persino un progetto di messa in sicurezza definitivo, del valore di 400 milioni di euro, che prevede la costruzione di una galleria paramassi, ma è stato concepito specificamente per la parte a ponente. Questa nuova frana, avvenuta a levante, solleva interrogativi sull’adeguatezza delle misure preventive e sulla necessità di estendere le analisi e gli interventi a tutta la tratta. L’incertezza sulla riapertura non riguarda solo i pendolari, ma ha anche un impatto significativo sulle attività commerciali e turistiche della Riviera di Ponente, già messe alla prova. È evidente che la regione dovrà affrontare nuove sfide per garantire la sicurezza e la continuità dei collegamenti in un territorio così fragile e vitale.