Hanno trovato il corpo, morta la leggenda romana | Il volto noto era in casa sua
Un rinomato volto della scena queer romana è stato trovato senza vita sul proprio balcone. La comunità piange una perdita immensa, il ricordo della sua arte è vivo.
La tranquillità di un sabato mattina è stata interrotta da una scoperta agghiacciante in un quartiere di Roma. Sul balcone di un appartamento, una donna ha rinvenuto il corpo senza vita di una persona. La notizia, diffusasi rapidamente, ha gettato un’ombra di tristezza su un’intera comunità, toccata dalla scomparsa di una figura carismatica e amata, conosciuta per il suo talento e la sua capacità di portare allegria e profonda riflessione attraverso l’arte. Il mistero che avvolge le circostanze del decesso ha amplificato il dolore e lo sgomento, mentre si attende chiarezza sui fatti.
La vittima era un pilastro del mondo artistico e attivista romano, la cui assenza lascerà un vuoto incolmabile. Il suo impegno nel sociale e la sua presenza scenica erano un punto di riferimento per molti, e il cordoglio sui social network è stato immediato e vasto, testimonianza dell’affetto e della stima che la persona aveva saputo guadagnarsi. Le indagini sono ancora in corso per ricostruire gli ultimi momenti di questa vita spezzata, mentre amici, colleghi e fan si stringono nel ricordo.
L’addio a Kastadiva, regina del Muccassassina
Era Bruno Gagliano, conosciuto ai più con il nome d’arte di Kastadiva, la persona trovata senza vita a Roma. La sua scomparsa ha profondamente scosso la comunità LGBTQIA+ e il mondo drag italiano. Kastadiva era un’icona, una regina incontrastata del lipsync e una presenza fissa delle serate più celebri della capitale, in particolare al leggendario Muccassassina, dove ha regalato innumerevoli performance indimenticabili.
Messaggi di cordoglio e ricordi affettuosi hanno invaso i social media. Imma Battaglia, attivista di spicco, ha ricordato la sua giovinezza e l’allegria che Bruno sapeva infondere, pur riconoscendo la «pesantezza di una vita dolorosa» che lo accompagnava. «Ti ricorderò a colori come tutti i personaggi che interpretavi!» ha scritto. Anche gli organizzatori di Muccassassina hanno espresso il loro profondo dolore, definendo Kastadiva «una delle migliori drag queen del panorama italiano» e salutandola con un tributo alla sua arte e al suo splendore. «Addio Kastadiva, brilla come hai sempre fatto, ma più in alto», il loro commosso messaggio.
Il duo drag Karma B ha salutato «un dolore immenso», mentre il Partito Gay ha sottolineato come Kastadiva non fosse solo un’artista, ma «una forza della natura, un pezzo di storia ed eleganza» che lascia un vuoto inestimabile. La sua eredità artistica e il suo impatto culturale sono innegabili, e il suo ricordo continuerà a vivere nelle menti e nei cuori di chi l’ha conosciuta e amata.

Le indagini e il dolore silente
Le prime ricostruzioni dei carabinieri, intervenuti dopo la segnalazione del ritrovamento, suggeriscono che la morte di Bruno Gagliano sia da ricondurre a un gesto volontario. Questa ipotesi, sebbene non ancora ufficializzata, ha aggiunto un ulteriore strato di tristezza a una vicenda già di per sé drammatica, portando a riflettere sulle complessità e le sfide che talvolta si nascondono dietro le luci sfavillanti del palco.
Il dolore per la perdita di Kastadiva è palpabile. La sua vita, sebbene segnata da una grande luminosità artistica, celava anche una malinconia che ora emerge con forza nel ricordo di chi gli era più vicino. La comunità che lui ha tanto amato e animato si interroga e si stringe in un abbraccio collettivo, consapevole che l’arte e la gioia che ha donato rimarranno per sempre un faro. In questo momento di lutto, emerge l’importanza di sostenere la salute mentale e di riconoscere i segnali di disagio, affinché storie come quella di Bruno possano stimolare maggiore consapevolezza e vicinanza umana.