Allarme pensioni, ti tolgono il 50% della reversibilità | Già dal prossimo mese assegno dimezzato senza appello
Un’ombra si allunga sulle pensioni di reversibilità. Nuove regole dal 2026 potrebbero dimezzare l’assegno per molti. Scopri le soglie di reddito e chi rischia i tagli.
Per i familiari superstiti, la perdita è già dolorosa, e l’assegno rappresenta spesso una colonna portante per il bilancio. Le recenti indiscrezioni e le conferme sulle modifiche dal 2026 stanno gettando un’ombra di incertezza. Molti beneficiari potrebbero assistere a tagli significativi, in alcuni casi fino al 50% dell’importo. Questa prospettiva alimenta interrogativi e ansie.
L’assegno è una prestazione INPS destinata ai familiari superstiti di un lavoratore o pensionato deceduto che aveva maturato il diritto a pensione. Le quote variano: il coniuge superstite riceve generalmente il 60% della pensione maturata; con un figlio l’80%, con due o più figli il 100%. Altri familiari, come figli minori o studenti, genitori o fratelli a carico, possono beneficiare di quote diverse. Il focus delle modifiche si concentra prevalentemente sui coniugi con redditi propri.
Quando scattano i tagli: le nuove soglie di reddito
Quando scattano i tagli: le nuove soglie di reddito da conoscere.
La ragione principale dietro i tagli alla pensione di reversibilità risiede nella correlazione tra l’importo e il reddito personale del beneficiario. Dal 2026, si prevede una ridefinizione delle soglie reddituali oltre le quali la prestazione subisce una decurtazione progressiva. È fondamentale comprendere che queste soglie non sono fisse, ma vengono annualmente aggiornate dall’INPS in base alla rivalutazione ISTAT e ai meccanismi di adeguamento legati all’inflazione, stimata intorno all’1,4% per il prossimo periodo. Ciò influenzerà il trattamento minimo annuo e i limiti di reddito di riferimento.
Il meccanismo di riduzione è articolato su diversi scaglioni. I beneficiari che superano determinate soglie di reddito annuo vedranno la loro pensione decurtata secondo percentuali definite. Le principali fasce di reddito e le relative riduzioni previste sono:
- Fino a circa 23.862 euro annui: nessun taglio.
- Reddito superiore ai 23.862 euro ma inferiore ai 31.816 euro: riduzione del 25%.
- Reddito compreso tra 31.816 e 39.769 euro: riduzione del 40%.
- Redditi personali oltre i 39.769 euro annui: decurtazione massima del 50%.
È cruciale sottolineare che queste riduzioni si applicano esclusivamente all’importo della pensione di reversibilità. Altri redditi (da lavoro, altre pensioni dirette) non sono “tassati” ma concorrono a formare il reddito personale complessivo che determina l’entità del taglio. Pertanto, chi ha redditi propri elevati rischia di vedere il proprio assegno dimezzato.
Chi è esente dai tagli e l’impatto sulla vita quotidiana
Chi è esente dai tagli e l’impatto concreto sulla vita di tutti.
Non tutti i percettori della pensione di reversibilità saranno coinvolti in queste decurtazioni. La normativa prevede specifiche condizioni di esenzione dalla riduzione. Le situazioni più comuni in cui la pensione rimane integralmente cumulabile con gli altri redditi, senza subire tagli, riguardano i beneficiari che vivono con figli minori, studenti a carico o persone con disabilità. In questi contesti, riconosciuti come meritevoli di maggiore tutela, l’assegno mantiene il suo importo pieno, indipendentemente dal reddito personale del superstite. Questa clausola cerca di salvaguardare le famiglie in situazioni di particolare fragilità.
Per molte famiglie, soprattutto quelle in cui il coniuge superstite integra l’assegno di reversibilità con redditi da lavoro o altre fonti, le nuove soglie rappresentano una sfida. Un taglio fino al 50% può avere un impatto economico notevole sul bilancio familiare, specialmente se la reversibilità costituiva una componente essenziale per le spese quotidiane. Questo scenario impone una revisione attenta della pianificazione finanziaria e potrebbe costringere molti a ricalibrare le proprie aspettative. La serenità economica, già provata dalla perdita di una persona cara, potrebbe subire un’ulteriore scossa.
Diventa di cruciale importanza per chiunque percepisca o stia per richiedere la pensione di reversibilità, procedere con un’accurata verifica dei propri redditi personali dichiarati. È altrettanto fondamentale informarsi in modo approfondito sulle eventuali cause di esenzione applicabili al proprio caso. Una conoscenza precisa della normativa e della propria situazione reddituale può fare la differenza tra un assegno pieno e uno fortemente ridotto, contribuendo a navigare con maggiore consapevolezza in questo complesso panorama previdenziale.