Caso Putin, il suo nemico scappa in Italia | Chiesto l’intervento diretto di Giorgia Meloni: tensione altissima
Un avvocato russo, profondo conoscitore dei segreti del Cremlino, è fuggito in Italia chiedendo protezione. Il suo dossier rivela meccanismi per aggirare sanzioni.
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La sua decisione di allontanarsi dalla Federazione Russa non è stata dettata da un’improvvisa avversione politica, ma da una progressiva e preoccupante escalation di pressioni, minacce velate e aperte, e campagne diffamatorie che avrebbero reso la sua permanenza in patria insostenibile e pericolosa per la sua incolumità. L’istanza presentata alle autorità italiane dipinge un quadro inquietante di un uomo che, avendo accesso a informazioni sensibili, è divenuto un bersaglio.
I segreti del potere e le sanzioni aggirate
Le strategie segrete del potere per aggirare le sanzioni economiche.
La conoscenza acquisita da Dmitry P. non riguarda solo le dinamiche interne del sistema giuridico russo, ma si estende ai meccanismi più reconditi utilizzati per eludere le sanzioni internazionali e gli embarghi imposti all’economia russa. Secondo il dossier presentato, l’avvocato avrebbe una comprensione qualificata di architetture societarie complesse, flussi finanziari opachi e intricate triangolazioni giuridiche, tutte elaborate per aggirare i controlli occidentali e mantenere attive le reti economiche del Cremlino. La rottura con questi ambienti sarebbe avvenuta quando l’avvocato è entrato in conflitto con interessi diretti riconducibili all’entourage di Vladimir Putin. Da quel momento, le “pressioni e i procedimenti penali strumentali” si sarebbero intensificati, culminando addirittura in un tentato omicidio ai danni di un suo stretto collaboratore. A rendere ancora più delicata la posizione di Dmitry P. è la sua detenzione dei diritti di pubblicazione di un prossimo libro di Viktor Khrolenko, una figura interna ai circoli post-sovietici. Quest’opera, si presume, conterrebbe ricostruzioni inedite sull’ascesa di Putin e del suo entourage, sistematicamente occultate dal discorso pubblico russo.
La richiesta di tutela e il precedente “Free Volga”
Free Volga, il precedente fondamentale per le richieste di tutela legale.
La paura più grande di Dmitry P., espressa dagli ambienti a lui vicini, è quella di subire una sorte simile a quella di Alexei Navalny, la cui tragica fine ha scosso l’opinione pubblica mondiale. Questa profonda preoccupazione ha spinto l’avvocato a cercare protezione al di fuori della Russia, scegliendo l’Italia come baluardo di un’analisi imparziale della sua posizione. Il dossier, dettagliato e circostanziato, è stato trasmesso ai vertici del governo italiano, inclusi la premier Giorgia Meloni e i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, attraverso il suo difensore, l’avvocato Alexandro Maria Tirelli. Tirelli, penalista di diritto internazionale e presidente delle Camere Penali Internazionali, ha ricordato come le stesse strutture avviarono anni fa l’operazione “Free Volga”, un programma di tutela per dissidenti e avvocati russi. Le richieste nell’istanza sono chiare: “attivare forme di tutela preventiva e interlocuzione istituzionale, anche riservata” e “assicurare che eventuali future iniziative di cooperazione internazionale siano valutate alla luce del contesto politico e dei rischi concreti documentati”. Come sottolinea l’avvocato Tirelli, “Oggi non è pericoloso solo opporsi al potere, ma anche conoscerne i segreti.”