Pensione, a marzo vengono dimezzate | L’avviso ufficiale colpisce quasi tutti

Milioni di pensionati si preparano a un marzo amaro: il cedolino sarà più leggero. Scopri il meccanismo delle addizionali regionali e comunali che ogni anno riduce l’assegno.

Pensione, a marzo vengono dimezzate | L’avviso ufficiale colpisce quasi tutti
Una domanda ricorrente turba milioni di pensionati italiani all’arrivo della primavera: perché l’assegno di marzo risulta puntualmente più leggero?

Non si tratta di nuove tasse o tagli inattesi, bensì del regolare ritorno di un meccanismo fiscale annuale che, pur essendo previsto, genera spesso sconcerto. Molti si aspettano aumenti o ricalcoli favorevoli, ma si trovano invece di fronte a una decurtazione netta che anticipa qualsiasi possibile beneficio futuro. Questa situazione, che si ripete ogni anno, merita un’attenta spiegazione. Prima ancora di valutare adeguamenti legati alle leggi di bilancio, i pensionati devono fare i conti con un importo ridotto. È fondamentale comprendere che non vi è alcuna anomalia, ma l’applicazione di prelievi fiscali che, seppur standard, hanno un impatto tangibile. La sorpresa può essere forte se non si conoscono le cause.

La causa principale risiede nelle addizionali regionali e comunali, imposte locali che si sommano all’IRPEF già trattenuta. Questi prelievi non sono applicati in un’unica soluzione ma distribuiti su più mesi, con l’avvio nel periodo primaverile. Capire la loro natura e il loro funzionamento è essenziale per evitare sorprese e gestire al meglio le proprie finanze.

Il meccanismo delle addizionali: perché l’assegno si riduce

Il meccanismo delle addizionali: perché l'assegno si riduce

Addizionali: il meccanismo che taglia l’assegno.

 

Le addizionali regionali e comunali sono imposte aggiuntive all’IRPEF, il cui gettito è destinato agli enti locali. L’INPS agisce da sostituto d’imposta, trattenendole direttamente dalla pensione. L’ammontare varia in base a due fattori chiave: il reddito del pensionato e la residenza geografica, poiché aliquote e soglie di esenzione sono stabilite autonomamente da Regioni e Comuni. Ciò significa che l’impatto sul cedolino non è uniforme a livello nazionale.

Il prelievo si differenzia per le due tipologie. Le addizionali regionali sono trattenute a saldo per l’anno precedente, con rate distribuite da gennaio a novembre dell’anno successivo. A marzo, quindi, si continua a saldare quanto dovuto alla Regione per l’anno passato.

Per le addizionali comunali, il meccanismo è duplice: una parte è saldo per l’anno precedente (da gennaio a novembre), mentre un’altra, l’acconto del 30%, inizia a essere prelevata proprio da marzo e prosegue fino a novembre per l’anno in corso. È quest’ultimo acconto che contribuisce in modo significativo all’alleggerimento del cedolino di marzo, rendendo la pensione effettivamente inferiore per diversi mesi.

Quanto costa davvero? Esempi pratici e come varia l’impatto

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Esempi pratici rivelano il vero costo e l’impatto economico variabile.

 

L’impatto delle addizionali sulla pensione può variare da pochi a diverse decine di euro. Per un pensionato con un assegno lordo di 1.500 euro, in un comune con aliquota dello 0,9% e senza soglie di esenzione elevate, l’addizionale comunale annua potrebbe essere di circa 160-170 euro. Con l’acconto del 30% da marzo, la rata mensile aggiuntiva sarebbe di circa 5-6 euro. A ciò si sommano le rate del saldo dell’anno precedente e l’addizionale regionale. Se invece il comune prevedesse un’esenzione fino a 14.000 euro annui, lo stesso pensionato non subirebbe alcuna trattenuta comunale.

Consideriamo un reddito lordo più elevato, ad esempio 2.500 euro, in una città con aliquota comunale dello 0,8% e una soglia di esenzione di 23.000 euro. L’addizionale annua potrebbe superare i 200 euro, con un prelievo mensile dovuto all’acconto che potrebbe raggiungere gli 8-10 euro. Questo dimostra come la combinazione di aliquote, scaglioni e soglie di esenzione locali influenzi direttamente l’importo finale.

È cruciale che ogni pensionato verifichi attentamente il proprio cedolino e consulti le tabelle delle aliquote del proprio Comune e Regione. Questa verifica permette di comprendere le voci di detrazione e di non farsi cogliere impreparati dalla riduzione di marzo. La conoscenza dei meccanismi fiscali locali è uno strumento prezioso per una gestione consapevole delle proprie entrate, evitando spiacevoli sorprese.