Schianto politico, i nuovi sondaggi gelano i partiti | Uno schianto clamoroso: ma altri risorgono

Le ultime indagini politiche e referendarie svelano un panorama in continua evoluzione, con sorprese e cambiamenti che potrebbero riscrivere gli equilibri futuri.

Schianto politico, i nuovi sondaggi gelano i partiti | Uno schianto clamoroso: ma altri risorgono

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Il panorama politico italiano è in fermento, con dinamiche inaspettate che emergono dalle più recenti indagini demoscopiche.

Ciò che sembrava un percorso già tracciato si sta rivelando una corsa incerta, ricca di sorprese che potrebbero ridefinire gli assetti futuri del paese. Un referendum cruciale, destinato a impattare profondamente il sistema giudiziario, sta vivendo una fase di intensa rimonta da parte di uno dei fronti, mentre le preferenze sui partiti mostrano movimenti significativi, alcuni dei quali del tutto imprevisti e capaci di modificare equilibri consolidati.

L’attenzione degli osservatori e dei cittadini è massima: si delineano infatti variazioni che, se confermate nelle urne, avrebbero un peso notevole sul futuro delle istituzioni. Le cifre più recenti parlano chiaro: un’onda di cambiamento sembra pronta a infrangersi sulle certezze che sembravano inamovibili, ponendo interrogativi urgenti sugli orientamenti profondi dell’elettorato. Questo scenario di incertezza e continuo mutamento rende ogni nuovo dato un punto di analisi fondamentale per comprendere la direzione che la nazione potrebbe intraprendere.

Il referendum sulla giustizia e l’ascesa del no

Il referendum sulla giustizia e l'ascesa del no

Il referendum sulla giustizia e il crescente fronte del no.

 

Al centro del dibattito pubblico vi è il referendum confermativo sulla riforma costituzionale riguardante la separazione delle carriere dei magistrati. Le rilevazioni di Only Numbers e dell’Istituto di Alessandra Ghisleri per “Porta a Porta” mostrano un quadro in rapida evoluzione. Sebbene il “Sì” alla conferma mantenga un vantaggio, la sua percentuale è calata significativamente: dal 59% si è passati ora al 52,5% degli intervistati. Parallelamente, il fronte del “No” ha registrato una netta e sorprendente risalita, passando dal 41% al 47,5% in una sola settimana, riducendo drasticamente il divario.

Anche per l’introduzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura, l’opinione pubblica si sta riequilibrando. I favorevoli a tale proposta sono ora il 40,8%, contro il 33,4% dei contrari, con un consistente 25,8% di indecisi. La stessa tendenza si osserva per il sorteggio dei magistrati per i due CSM e il sorteggio “temperato” dei laici, dove il 39,7% si dichiara favorevole e il 34,3% contrario. Infine, sull’alta corte disciplinare, i consensi per il “Sì” si attestano al 43,6% contro il 32% di contrari, un risultato che segna un netto avvicinamento rispetto alle rilevazioni precedenti.

Le intenzioni di voto dei partiti: Chi sale e chi scende

Le intenzioni di voto dei partiti: Chi sale e chi scende

Le intenzioni di voto dei partiti: analisi delle ultime tendenze.

 

Oltre alle dinamiche referendarie, le indagini dell’Istituto di Alessandra Ghisleri hanno monitorato le intenzioni di voto per i partiti politici, rivelando uno scenario quanto mai dinamico. Tra le novità più rilevanti, la lista Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, alla sua prima rilevazione ufficiale dopo la separazione dalla Lega, si posiziona all’1,6% dei consensi. Fratelli d’Italia, pur restando il primo partito, registra un leggero calo dello 0,2%, attestandosi al 29,8%, seguito dal Partito Democratico al 23,1% (-0,3%).

Il Movimento 5 Stelle evidenzia una crescita significativa dell’1,1%, raggiungendo l’11,3%. Forza Italia si mantiene stabile al 9%, mentre la Lega subisce un arretramento dello 0,5%, fermandosi all’8%. Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6,4% (-0,1%), Azione guadagna uno 0,1% salendo al 3,7%, mentre Italia Viva cede lo 0,8%, scendendo al 2%. +Europa registra un lieve aumento allo 1,8%, e Noi Moderati cala allo 0,8%. Complessivamente, il blocco del centrodestra si posiziona al 47,6%, mentre il campo progressista (escludendo Azione) raggiunge il 44,6%, in leggero aumento. Il dato degli astenuti-indecisi, pur restando elevato al 45,7%, mostra una diminuzione, suggerendo un crescente interesse per la partecipazione politica.