Ancora frane in Italia, c’è sotto un uomo: intervento contro il tempo dei soccorsi | Hanno sentito il grido disperato
Un uomo travolto da una valanga in Valle d’Aosta lancia un disperato appello prima di perdere i sensi. La corsa contro il tempo e un eroe a quattro zampe.
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La corsa contro il tempo e il fiuto che ha cambiato tutto
Contro il tempo, il fiuto che ha cambiato tutto: la svolta decisiva.
La macchina dei soccorsi si è messa in moto con rapidità ed efficienza, anche se il tempo stringeva in modo inesorabile. I carabinieri, grazie alla geolocalizzazione del telefono di Flostergher – che era riuscito ad agganciare una cella in zona – hanno ristretto l’area di ricerca. È scattata così un’operazione su vasta scala, una vera e propria corsa contro il tempo in un ambiente ostile e pericoloso. Per oltre tre ore, squadre di soccorso composte da Soccorso Alpino Valdostano, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e Forestale hanno scandagliato l’area. L’utilizzo di fotoelettriche e droni ha permesso di illuminare e sorvolare la zona, ma la fitta nevicata e il terreno impervio rendevano le operazioni estremamente complesse. La svolta è arrivata grazie a un eroe inaspettato: Colmar, un cane da valanga della Guardia di Finanza di Cervinia. Il suo fiuto infallibile, addestrato per anni a percepire anche il più debole odore umano sotto strati di neve, ha guidato i soccorritori. Colmar ha individuato il punto esatto, un segnale di speranza che ha riacceso le flebili aspettative di trovare Alfonso ancora in vita. Un momento cruciale che ha trasformato l’angoscia in una rinnovata, seppur cauta, determinazione.
Un miracolo nella neve: la complessa estrazione e la ripresa
Tra la neve, l’estrazione complessa si trasforma in un inaspettato miracolo di ripresa.
Il ritrovamento di Alfonso ha dato il via alla fase più delicata e complessa dell’intervento: l’estrazione dalla neve. I soccorritori hanno scoperto una scena drammatica: l’uomo era bloccato in posizione verticale, con la parte inferiore del corpo immersa in un torrente di acqua ghiacciata. Le sue gambe erano incastrate in modo precario, rendendo ogni movimento estremamente pericoloso e l’operazione di recupero un vero e proprio capolavoro di coordinazione e cautela. Con tecniche specialistiche e un lavoro di squadra impeccabile, i soccorritori hanno impiegato tempo e fatica per liberarlo, metro dopo metro, dal suo sepolcro di ghiaccio. Una volta estratto, le sue condizioni erano critiche: la temperatura corporea era precipitata a 27 gradi, segno di una grave ipotermia che minacciava seriamente la sua vita. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Aosta, Alfonso è stato immediatamente ricoverato. Fortunatamente, grazie alla prontezza dei soccorsi e alla resistenza incredibile dell’uomo, i medici hanno potuto stabilizzare le sue condizioni. Dopo ore di apprensione, la notizia tanto attesa: le sue condizioni, sebbene gravi inizialmente, non erano preoccupanti per la vita. Una storia a lieto fine, frutto di un coraggio inaudito, di un’organizzazione impeccabile e dell’istinto salvifico di un fedele amico a quattro zampe, che ci ricorda la forza della natura ma anche la resilienza dello spirito umano e l’importanza della solidarietà.
