ESCLUSIVA Garlasco, ha confessato in queste ore | Ecco perché lo ha fatto
Una nuova scioccante teoria sul caso Garlasco emerge, suggerendo un complotto che coinvolge figure di potere. L’avvocato Lovati rivela scenari inediti.
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Ciò che è emerso di recente va ben oltre le semplici ipotesi investigative, tracciando un quadro inquietante di verità nascoste e implicazioni di alto livello. Un’affermazione, in particolare, ha avuto l’effetto di una vera e propria bomba, suggerendo scenari che la giustizia ha finora faticato a sondare.
Nel cuore di questo terremoto mediatico e giudiziario si trova l’avvocato Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, che ha acceso i riflettori su una teoria che molti avrebbero definito impensabile. Le sue parole, pronunciate in un contesto televisivo di grande risonanza, hanno gettato un’ombra su un delitto già di per sé carico di mistero, puntando il dito verso figure e dinamiche che fino a oggi sono rimaste nel cono d’ombra. La sensazione è quella di essere di fronte a una rivelazione che, se confermata, potrebbe non solo riscrivere la storia di Garlasco, ma esporre una rete di collusioni inimmaginabile.
Il sicario e le scomode scoperte di chiara poggi
Il sicario e le scomode scoperte sul caso di Chiara Poggi.
La teoria presentata dall’avvocato Lovati è agghiacciante quanto precisa: Chiara Poggi, la giovane vittima di Garlasco, non sarebbe stata uccisa da un semplice aggressore, bensì da un sicario professionista. L’assassino, secondo questa visione, sarebbe stato ingaggiato da una non meglio definita organizzazione criminale, con un movente che travalica il mero delitto passionale o la rapina finita male. La ragione di tale brutale esecuzione, suggerisce Lovati, risiede nelle scoperte che la 26enne avrebbe fatto e che, se divulgate, avrebbero avuto conseguenze devastanti per un sistema di potere ramificato.
“È stato un sicario. Il motivo? Magari questa qui stava scoprendo l’arcano, questa qui mandava nella mer*a tutti, cardinali, politici”, sono state le parole dirette dell’avvocato. Una dichiarazione che lascia poco spazio all’interpretazione e che punta il dito verso un intreccio di interessi oscuri e personaggi influenti. Chiara Poggi, dunque, non una vittima casuale, ma una giovane donna che, con le sue ricerche o le sue conoscenze, si sarebbe trovata ad affrontare una verità troppo scomoda, finendo per compromettere figure di alto rango, dalla politica al clero. Questa ipotesi, se provata, trasformerebbe il delitto di Garlasco da un caso di cronaca nera a un intrigo di dimensioni ben più ampie, con implicazioni potenzialmente esplosive per il mondo istituzionale e non solo.
Nuove indagini e la ricerca della revisione
Nuove indagini alimentano la ricerca continua per una revisione dei fatti.
Nonostante le condanne già pronunciate e un percorso giudiziario che sembrava definito, il caso Garlasco continua a generare interrogativi e nuovi filoni investigativi. L’avvocato Lovati ha sottolineato come la Procura di Pavia non sia ancora riuscita a dimostrare il concorso in omicidio contestato al suo ex assistito, lasciando aperta la possibilità di un’archiviazione o di un proscioglimento dell’indagato, un esito che riaprirebbe completamente la vicenda.
In questo contesto di incertezza e nuove piste, il ruolo del procuratore Napoleone è cruciale. Antonio De Rensis, in merito alle nuove indagini, ha ribadito che “chi conosce il procuratore Napoleone sa che è lontano galassie, anni luce, dal poter essere strumentalizzato”. Ciò implica che l’apertura di un nuovo fascicolo non sarebbe un tentativo strumentale di “arrivare alla revisione di Stasi”, ma piuttosto il frutto della convinzione personale di Napoleone sulla necessità di approfondire certi aspetti. Tuttavia, la ricerca della revisione del processo resta un obiettivo primario per la difesa. Sarà compito “dell’avvocato Bocellari e del sottoscritto”, ha affermato Lovati, portare avanti questa battaglia legale, sperando che le nuove teorie e le evidenze emerse possano finalmente fare luce su ogni aspetto oscuro del delitto di Garlasco e condurre a una giustizia più completa e definitiva.
