Bomba esplosa nella notte: hanno fatto saldare l’ordigno a casa del politico italiano | Torna il terrore attentati
Un’esplosione devasta una villa nel Salento, seminando il panico. Un ex consigliere regionale nel mirino di un attentato dinamitardo che riapre vecchie ferite.
Erano circa le 2 del mattino quando una potente deflagrazione ha svegliato di soprassalto intere famiglie, scuotendo le fondamenta delle abitazioni vicine. L’aria si è immediatamente riempita di fumo e dell’odore acre della combustione, mentre il rumore di vetri infranti e calcinacci cadeva tutt’intorno. La confusione iniziale ha lasciato spazio a una crescente apprensione: cosa era successo? La mente dei cittadini è subito corsa alle peggiori ipotesi, data la violenza dell’esplosione. L’eco dell’ordigno ha riportato alla memoria un passato che molti avrebbero preferito dimenticare, alimentando il timore che una stagione di violenza potesse essere tornata a funestare la tranquillità della regione. Sul luogo dell’accaduto, in via Provinciale, sono prontamente intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Gallipoli, affiancati dai carabinieri della stazione locale e del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Casarano, per valutare l’entità dei danni e iniziare i primi accertamenti.
L’obiettivo dell’attentato: un ex consigliere regionale
L’ex consigliere regionale, bersaglio dell’attentato.
Le prime luci dell’alba hanno rivelato la drammatica entità del gesto intimidatorio: bersaglio dell’ordigno era la villa di Mario Romano, 76 anni, figura di spicco della politica locale ed ex consigliere regionale. I malviventi, agendo nell’oscurità, hanno scavalcato il muro perimetrale della proprietà, piazzando l’esplosivo direttamente nel giardino antistante l’abitazione. La deflagrazione ha provocato danni ingenti: la porta principale della villa è stata completamente sventrata, e parte del muro esterno dell’immobile ha subito gravi lesioni, mostrando la potenza dell’esplosivo utilizzato. Anche all’interno dell’abitazione si sono registrate conseguenze strutturali significative. Solo per un miracolo, come hanno sottolineato le autorità, nessuno dei presenti all’interno della villa ha riportato ferite, nonostante la violenza dell’onda d’urto abbia scosso ogni singolo ambiente. L’attentato ha colpito una personalità che ha ricoperto numerosi incarichi politici nel comune di Matino, tra cui consigliere, assessore e vicesindaco, prima di approdare al consiglio regionale, subentrando a un assessore scomparso nel 2017.
Le indagini e il passato controverso della vittima
Il passato controverso della vittima al centro delle indagini.
Con il passare delle ore, l’area è stata messa in sicurezza e gli artificieri del comando provinciale sono intervenuti per bonificare il giardino da eventuali altri ordigni o residui pericolosi. Parallelamente, le indagini dei carabinieri sono partite a ritmi serrati, sotto il coordinamento della Procura competente. Gli investigatori hanno immediatamente ascoltato Mario Romano, cercando di raccogliere ogni dettaglio utile a ricostruire l’accaduto e identificare i responsabili. Le domande si sono concentrate su eventuali minacce ricevute, richieste estorsive o recenti dissidi personali che potrebbero aver scatenato un’azione così violenta e clamorosa. La lente d’ingrandimento si è inevitabilmente posata anche sulle vicende giudiziarie che hanno interessato il 76enne in passato. Romano, infatti, era stato coinvolto nella maxi inchiesta denominata “Re Artù”, condotta dalla Guardia di Finanza di Otranto, un’indagine che nel 2022 aveva portato a misure cautelari per un presunto giro di scambi di favori e corruzione in ambito sanitario, che è tuttora in fase di approfondimento. Gli inquirenti stanno vagliando tutte le piste, senza escludere alcun movente, per far luce su un episodio che ha scosso profondamente la comunità salentina.