ULTIM’ORA Garlasco, Alberto Stasi scagionato: la notizia di queste ore sconvolge il caso | Prove solo su Sempio

Una nuova consulenza ribalta le certezze sul delitto di Garlasco. La durata dell’aggressione a Chiara Poggi mette in discussione la condanna di Stasi. Nuove piste si aprono.

ULTIM’ORA Garlasco, Alberto Stasi scagionato: la notizia di queste ore sconvolge il caso | Prove solo su Sempio

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Una notizia dirompente sta scuotendo le fondamenta di uno dei casi di cronaca nera più discussi d’Italia: il delitto di Garlasco.

Dalle aule giudiziarie di Pavia emerge un documento destinato a riscrivere la narrazione finora consolidata: la relazione tecnica della dotottoressa Cristina Cattaneo, esperta di fama internazionale. Questo studio, ancora celato dal segreto istruttorio, avrebbe già rivelato dettagli cruciali capaci di mettere in discussione ogni certezza acquisita nel tempo. La novità più clamorosa riguarda la diluizione dei tempi dell’aggressione che portò alla morte di Chiara Poggi. Contrariamente a quanto stabilito dalle sentenze precedenti, l’omicidio non sarebbe stato un’azione rapida e fulminea, bensì un evento più prolungato e, forse, diviso in più fasi. Questa ridefinizione temporale non è un mero dettaglio tecnico, ma un elemento capace di innescare una vera e propria rivoluzione processuale, con ripercussioni dirette sulla posizione di chi è stato finora condannato.

L’urgenza di comprendere la portata di questa rivelazione è palpabile. Se l’aggressione a Chiara Poggi ha avuto una durata significativamente maggiore rispetto ai pochi minuti ipotizzati, l’intera impalcatura accusatoria e difensiva costruita negli anni potrebbe crollare, aprendo scenari impensabili e, per molti, inattesi. La procura di Pavia, con il deposito di queste 300 pagine ancora sotto chiave, si trova ora di fronte a un bivio storico. Le prossime mosse saranno decisive per definire il futuro di questa intricata vicenda.

L’alibi di Stasi e le nuove prospettive

L'alibi di Stasi e le nuove prospettive

L’alibi di Stasi: nuove prospettive e sviluppi sul caso.

 

Il nodo cruciale che emerge dalla consulenza della dottoressa Cattaneo riguarda direttamente la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. La sentenza aveva basato gran parte delle sue conclusioni sulla presunta rapidità dell’aggressione, un lasso di tempo che avrebbe reso compatibile l’omicidio con l’alibi del computer di Stasi. Quest’ultimo, secondo la ricostruzione, si sarebbe assentato per pochi minuti dalla sua abitazione per recarsi in via Pascoli, commettere il delitto, pulirsi sommariamente e fare rientro prima di accendere il suo PC. Questa consulenza scagionerebbe del tutto Stasi.

Ora, la nuova perizia introduce una variabile sconvolgente: i tempi dell’aggressione si sarebbero dilatati. Se l’omicidio di Chiara si fosse protratto per un periodo più esteso e in due fasi distinte, come suggerito dalla relazione, i famosi 23 minuti tra l’apertura della porta di casa Poggi e l’accensione del computer di Stasi non sarebbero più sufficienti. Questo cambierebbe radicalmente il quadro, rendendo estremamente difficile per Stasi aver compiuto tutte le azioni attribuitegli in un tempo così stringente e dilatato. L’implicazione è chiara: la “spalmatura” dell’aggressione su un orizzonte temporale più vasto potrebbe di fatto escludere la sua possibilità di essere stato l’autore dell’omicidio, almeno con le modalità finora delineate. Si apre così un dibattito acceso sulla possibilità di una revisione del processo che ha portato alla sua condanna.

Andrea Sempio e la “prova regina” ancora assente

Andrea Sempio e la "prova regina" ancora assente

Andrea Sempio: la prova regina attesa non emerge.

 

Se da un lato la consulenza Cattaneo sembra offrire nuove speranze per Alberto Stasi, dall’altro getta una luce complessa sull’indagine che vede coinvolto Andrea Sempio, indagato a suo tempo per concorso in omicidio. La dottoressa Cattaneo ha analizzato a fondo la BPA (Bloodstain Pattern Analysis), ovvero l’analisi delle tracce di sangue rilevate dai Ris di Cagliari, concentrandosi sulla provenienza delle macchie sui pavimenti e degli schizzi sui muri. Queste analisi sono fondamentali per delineare la probabile posizione dell’assassino durante il delitto e la dinamica esatta dell’aggressione.

In questo contesto, le analisi antropometriche effettuate su Sempio miravano a verificare la compatibilità del suo fisico con la struttura corporea dell’aggressore, così come desunta dalla Bpa. Tuttavia, le prime indiscrezioni parlano di un “giudizio di compatibilità” e non di un’attribuzione certa. Ciò significa che, pur potendo Sempio corrispondere al profilo fisico dell’aggressore, non vi è ancora una prova definitiva che lo colleghi inequivocabilmente al delitto. Gli unici elementi che continuano a connettere Sempio al caso restano l’impronta numero 33 ritrovata sul muro delle scale e tracce di DNA (appartenenti alla sua famiglia) sotto le unghie di Chiara. Per chiudere il cerchio e formulare un’accusa solida, gli inquirenti attendono ancora quella che viene definita la “prova regina”, un elemento inconfutabile capace di sciogliere ogni riserva e fornire certezze assolute sulla responsabilità. Il delitto di Garlasco, a distanza di anni, continua a riservare colpi di scena.