Omicidio Rogoredo, quello che hanno trovato a casa del poliziotto è allucinante | Destituito immediatamente

L’omicidio di Rogoredo si complica con un’inaspettata scoperta nell’abitazione del poliziotto indagato. Il capo della Polizia prende una decisione drastica e immediata.

Omicidio Rogoredo, quello che hanno trovato a casa del poliziotto è allucinante | Destituito immediatamente

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Il quartiere di Rogoredo, tristemente noto per le sue dinamiche legate allo spaccio, è di nuovo al centro dell’attenzione mediatica per un caso che ha scosso profondamente l’opinione pubblica e le stesse forze dell’ordine.

L’omicidio di Abderrahim Mansouri, avvenuto lo scorso 26 gennaio, ha gettato un’ombra inquietante su un assistente capo della Polizia, Carmelo Cinturrino, attualmente detenuto con l’accusa di omicidio volontario. Mentre l’inchiesta prosegue, elementi sorprendenti emergono, delineando un quadro ben più complesso di quanto si potesse immaginare inizialmente. Un ritrovamento inaspettato nell’abitazione del poliziotto ha innescato una serie di reazioni a catena, portando ai vertici della Polizia di Stato a prendere una posizione netta e senza precedenti, evidenziando la gravità di una situazione che richiede risposte immediate e ferme.

Le recenti evoluzioni nelle indagini hanno infatti rivelato dettagli che promettono di stravolgere il corso del procedimento. La difesa di Cinturrino ha inizialmente sostenuto la sua innocenza riguardo alle accuse di corruzione, ma quanto scoperto dagli inquirenti sembra raccontare una storia differente. La vicenda, che si fa sempre più intricata, non solo mette in discussione la condotta di un singolo agente, ma solleva interrogativi più ampi sulla trasparenza e l’integrità all’interno di alcune sezioni delle istituzioni preposte alla sicurezza, spingendo a un’azione disciplinare fulminea e decisiva da parte dei massimi vertici.

Le indagini si intensificano: cosa è emerso dalla perquisizione

Le indagini si intensificano: cosa è emerso dalla perquisizione

La perquisizione rivela nuovi elementi, le indagini si intensificano.

 

Le ultime ore dell’inchiesta sull’omicidio di Rogoredo hanno visto una svolta significativa con la perquisizione dell’abitazione di Carmelo Cinturrino, a Carpiano. Qui, gli inquirenti hanno effettuato un ritrovamento che ha subito catturato l’attenzione: cinquemila euro in contanti. Nonostante l’agente abbia fornito una sua versione, sostenendo di aver ricevuto il denaro in prestito per affrontare le spese legali e negando ogni collegamento con sostanze stupefacenti, il sospetto di un coinvolgimento in attività illecite si fa sempre più concreto. Per fare chiarezza su quest’ultimo punto, la Procura ha già disposto un esame del capello, che potrà fornire elementi decisivi.

I sospetti non si basano unicamente su questo ritrovamento. Numerose testimonianze, raccolte dai colleghi di Cinturrino durante gli interrogatori, dipingono un quadro allarmante. Alcuni agenti avrebbero descritto comportamenti “violenti” e “fuori controllo”, riferendo come il 42enne spingesse spacciatori e tossicodipendenti a consegnare denaro e droga, talvolta ricorrendo a metodi coercitivi. Tra le accuse più gravi, emergerebbe anche quella di aver estorto un “pizzo” quotidiano, quantificato in 200 euro e 5 grammi di cocaina, proprio alla vittima, Abderrahim Mansouri. Testimoni avrebbero inoltre rivelato che Mansouri, poco prima della sua morte, avesse manifestato l’intenzione di non sottostare più a tali richieste. Accuse che Cinturrino, durante l’interrogatorio, ha categoricamente negato, aggiungendo di aver alterato la scena dello sparo solo perché “aveva perso la testa” dopo aver visto Mansouri morire.

La reazione delle istituzioni: destituzione immediata

La reazione delle istituzioni: destituzione immediata

Destituzione immediata: la ferma risposta delle istituzioni.

 

Di fronte alla gravità degli elementi emersi, la risposta dei vertici della Polizia di Stato è stata immediata e senza precedenti. Vittorio Pisani, capo della polizia di Stato, ha dichiarato di aver dato disposizioni al questore di Milano per avviare immediatamente il procedimento disciplinare finalizzato alla destituzione di Carmelo Cinturrino. Questa decisione rappresenta una netta rottura con la prassi consolidata, che solitamente prevede l’attesa del rinvio a giudizio prima di prendere provvedimenti di tale entità.

Pisani ha motivato questa scelta con la chiarezza e l’estrema gravità del caso. “Chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica”, ha affermato il capo della Polizia, sottolineando l’importanza di un’azione rapida per salvaguardare l’immagine e l’integrità dell’intera istituzione. L’attività ispettiva, ha aggiunto, non si limiterà al solo Cinturrino ma verrà estesa all’intero commissariato di appartenenza dell’agente, a testimonianza di una volontà di fare piena luce su ogni possibile anomalia. Nel frattempo, la magistratura dovrà pronunciarsi sulla richiesta di misura cautelare in carcere avanzata dalla Procura, un passo ulteriore in un’inchiesta che promette di svelare ancora molti lati oscuri.