Bambina venduta, ritrovata in un casolare in Italia: condizioni critiche | Quello che le hanno fatto è mostruoso

Una bambina di soli due anni e mezzo, trovata in Italia, nasconde un passato di compravendita internazionale tra Kazakistan e Georgia. Scopri i dettagli agghiaccianti.

Bambina venduta, ritrovata in un casolare in Italia: condizioni critiche | Quello che le hanno fatto è mostruoso
Un’ombra inquietante si è posata sulle tranquille campagne del Chivassese, vicino Ivrea, dove un ritrovamento ha scosso profondamente l’Italia intera.

Una bambina, Nicole, di soli due anni e mezzo, nata a Tbilisi il 20 giugno 2023, è stata rinvenuta in una cascina, in compagnia di un uomo che si dichiarava suo padre. L’immagine di una piccola vita, innocente e vulnerabile, avvolta in un velo di mistero e sospetto, ha immediatamente generato un’ondata di preoccupazione e sgomento tra le autorità e l’opinione pubblica. Le prime indagini hanno presto dipinto un quadro ben più oscuro di quanto si potesse immaginare, svelando una storia che attraversa confini internazionali e tocca corde sensibilissime legate al traffico di esseri umani. La situazione in cui è stata trovata Nicole, seppur apparentemente in buona salute fisica al momento del ritrovamento – era stata visitata solo una volta – nasconde un vissuto di manipolazione e compravendita che rende la sua vicenda un monito agghiacciante. Il suo arrivo in Italia non è stato un viaggio d’amore o una ricongiunzione familiare legittima, ma l’epilogo provvisorio di una catena di eventi disumani che l’hanno vista protagonista suo malgrado. La vicenda ha sollevato interrogativi urgenti sulla facilità con cui vite così giovani possono essere trafficate.

L’inchiesta rivela la verità sconcertante

L'inchiesta rivela la verità sconcertante

L’inchiesta rivela la sconcertante verità.

 

Le indagini condotte dalla Procura di Ivrea, guidata da Gabriella Viglione, hanno fatto luce su una verità che ha dell’incredibile. L’uomo che accompagnava Nicole, un 55enne disoccupato, ha raccontato alle autorità una versione dei fatti che si è rivelata insostenibile. Il test del DNA ha clamorosamente smentito la sua paternità, gettando una luce sinistra sull’intera vicenda. Nicole, la cui madre l’avrebbe partorita in Georgia per poi depositare in ambasceria un documento di non riconoscimento, è stata al centro di un ignobile commercio. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, la bambina sarebbe stata comprata dall’indagato e venduta dalla madre biologica, residente nella regione dello Zhambil, in Kazakistan. Questo intricato scenario di compravendita internazionale di un essere umano ha portato l’uomo a processo per il reato di alterazione di stato civile in concorso con la madre della piccola. Nonostante le dichiarazioni dell’indagato, che si è descritto come un padre premuroso, la realtà giudiziaria parla di un’azione grave e illegale, alimentata anche da motivazioni economiche, come ha ammesso lo stesso uomo, riferendo di aver ricevuto una “cospicua eredità” e di disporre di risparmi dalla sua precedente occupazione.

Le versioni e il futuro di Nicole

Le versioni e il futuro di Nicole

Le versioni e il futuro di Nicole: uno sguardo approfondito.

 

L’uomo si era presentato alle convocazioni con la bambina in braccio, mostrando una facciata di tranquillità e affetto. “È mia figlia, sono il papà. La mamma è scappata in Kazakistan e me l’ha lasciata. Ci eravamo conosciuti durante una vacanza a Cipro e abbiamo avuto una relazione”, ha dichiarato a Palazzo di giustizia. Tuttavia, queste affermazioni non hanno trovato alcun riscontro. Nel suo telefono cellulare è stata rinvenuta una foto scattata all’aeroporto di Tbilisi nel luglio 2023, un giorno prima che l’indagato “attestasse falsamente di essere il padre della piccola di fronte al responsabile della sezione consolare italiana”. Questo dettaglio è cruciale e conferma la premeditazione nell’alterazione dello stato civile della bambina. Fortunatamente, per Nicole, il capitolo più buio della sua breve vita sembra volgere al termine. Attualmente, la piccola è in attesa di adozione, con la procedura seguita dal Tribunale Minorile di Torino. C’è già una famiglia pronta ad accoglierla e a offrirle l’amore e la stabilità che finora le sono stati negati. La sua storia, fatta di sofferenza e speranza, rappresenta un monito sulla fragilità dei diritti dei minori e sull’importanza di vigilare contro ogni forma di traffico. Nicole, con la sua resilienza, è ora proiettata verso un futuro di serenità e dignità, lontana dagli orrori che ha ingiustamente sopportato.