Guerra in Iran, sono rientrati in Italia: erano lì anche loro | Paura fino all’ultimo secondo

Scene di panico a Dubai dopo l’attacco. Centinaia di italiani in rientro, tra cui volti noti, raccontano la paura e il sollievo di tornare a casa. Testimonianze shock.

Guerra in Iran, sono rientrati in Italia: erano lì anche loro | Paura fino all’ultimo secondo
Un’escalation inattesa ha scosso la stabilità del Medio Oriente, trasformando la scintillante Dubai in uno scenario di tensione e paura.

Nel cuore della notte, con il rintocco delle sirene e il rombo dei caccia a squarciare il silenzio, centinaia di cittadini italiani si sono trovati intrappolati in un incubo. L’allarme è scattato improvvisamente, spingendo molti a cercare riparo e a tentare una fuga precipitosa dalla metropoli emiratina, divenuta inaspettatamente zona a rischio.

Le prime ore sono state caratterizzate da una profonda incertezza e da una corsa contro il tempo per lasciare la città. Un’ondata di messaggi di allerta ha iniziato a circolare, invitando alla prudenza e alla ricerca di vie di scampo. Tra la confusione e la mancanza di informazioni chiare, la decisione di abbandonare Dubai è diventata pressante per molti. Alcuni, come una giovane donna italiana residente in Svizzera, hanno affrontato un viaggio complicato e solitario attraverso il deserto, utilizzando diversi mezzi di trasporto per raggiungere il vicino Oman, punto di raccolta e speranza per il rientro in patria.

Racconti di terrore e la lunga attesa per il rimpatrio

Racconti di terrore e la lunga attesa per il rimpatrio

L’angoscia dei racconti di terrore e la lunga attesa del rimpatrio.

 

Le testimonianze raccolte all’arrivo a Fiumicino dipingono un quadro vivido della paura vissuta. Una delle prime persone a rientrare ha raccontato di aver sentito le esplosioni e di aver percepito una minaccia imminente. “Ero spaventata e ho avuto paura di morire la prima notte,” ha confessato, “sentivo le esplosioni e tanti erano i messaggi di warning che invitavano a ripararci; sentivo i caccia alzarsi e bombardare.” La scelta di lasciare Dubai, anche a costo di affrontare un viaggio tortuoso e pieno di incognite, è stata dettata da un forte desiderio di sicurezza.

Il percorso per il rimpatrio non è stato semplice. Dopo aver raggiunto l’Oman, i connazionali si sono affidati all’Ambasciata italiana, che ha coordinato i complessi passaggi per organizzare i voli charter. “Ci hanno detto in aeroporto, montaci sopra subito, si parte tra un’ora,” ha raccontato un’altra testimone, descrivendo la concitatezza del momento. Tra i passeggeri di questi voli speciali, carichi di francesi e scozzesi oltre agli italiani, si trovava anche la famiglia di un noto politico italiano, Gaia Saponaro, moglie del Ministro della Difesa Guido Crosetto, con i suoi figli, un dettaglio che ha aggiunto un ulteriore strato di preoccupazione all’evento.

Un’altra donna, madre di due bambine, ha descritto la scena di missili intercettati nel cielo di Dubai Marina, a pochi chilometri dal luogo di una prima esplosione: “Abbiamo visto in cielo tanti missili che, per fortuna e bravura, sono stati intercettati.” La sua famiglia, come molte altre, ha trascorso la notte più critica nei refettori sotterranei dell’hotel, prima di essere indirizzata verso l’Oman. “Le bambine hanno avuto paura,” ha aggiunto, sottolineando l’impatto emotivo sui più giovani.

Il sollievo dell’atterraggio e l’impegno della Farnesina

Il sollievo dell'atterraggio e l'impegno della Farnesina

Sollievo per l’atterraggio sicuro, frutto dell’impegno della Farnesina.

 

L’atterraggio a Fiumicino è stato salutato da lacrime di sollievo e abbracci commossi. I 127 italiani a bordo del primo volo charter da Mascate hanno finalmente potuto riabbracciare i propri cari, mettendo fine a giorni di angoscia e incertezza. Tra loro, come accennato, c’era anche Gaia Saponaro, la moglie di Guido Crosetto, insieme ai figli, che ha potuto così tornare in sicurezza nella sua patria.

La crisi, tuttavia, non è ancora terminata. Mentre i primi connazionali sono rientrati, la Farnesina è al lavoro per organizzare ulteriori voli charter e assistere i molti italiani che sono rimasti bloccati nella regione. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha chiarito che l’operazione di rimpatrio è complessa e che “riportare a casa tutti sarà impossibile” nell’immediato, ma l’impegno delle ambasciate italiane e delle autorità locali è massimo per garantire la sicurezza e il rientro di quanti più possibile.

Il dramma vissuto a Dubai e la successiva odissea per il rientro hanno lasciato un segno profondo in chi ha vissuto quei momenti. Il supporto e la solidarietà tra i connazionali, uniti all’efficienza delle rappresentanze diplomatiche, hanno rappresentato un raggio di speranza in una situazione di estrema vulnerabilità, dimostrando ancora una volta l’importanza della rete di protezione italiana all’estero.