Tasse di marzo, calendario pieno di scadenze: ne salti una e ti arriva il 30% in più da pagare | Divieto ritardi

Marzo 2026 è un mese cruciale per le scadenze fiscali: un calendario fitto di adempimenti ti aspetta. Non farti trovare impreparato ed evita sanzioni salatissime.

Tasse di marzo, calendario pieno di scadenze: ne salti una e ti arriva il 30% in più da pagare | Divieto ritardi
Il mese di marzo 2026 si preannuncia come un vero e proprio campo minato per contribuenti, professionisti e imprese.

Un’impressionante concentrazione di adempimenti fiscali, alcuni dei quali slittati da fine febbraio, rischia di mettere a dura prova la gestione amministrativa di molti. Non farsi trovare impreparati è la chiave per evitare spiacevoli sorprese e soprattutto, multe salatissime. La complessità del calendario richiede una pianificazione rigorosa e una conoscenza approfondita di ogni singola scadenza. Ignorare anche una sola di queste date potrebbe comportare conseguenze economiche non indifferenti, trasformando una svista in un onere economico non trascurabile.

L’“ingorgo” fiscale è in parte dovuto allo slittamento di alcune scadenze dal 28 febbraio al 2 marzo, aggravando ulteriormente la pressione su un mese già di per sé intenso. Il 16 marzo, in particolare, si configura come il vero e proprio “day-after” per una miriade di obblighi, richiedendo la massima attenzione. È fondamentale marcare queste date in rosso sul proprio calendario e organizzare per tempo ogni versamento e comunicazione. Questo periodo non è solo una questione di burocrazia, ma una vera e propria sfida alla capacità organizzativa, dove ogni dettaglio conta per navigare indenni in questo mare magnum di scadenze e adempimenti.

I primi impegni del mese: 2, 3 e 9 marzo da non sottovalutare

I primi impegni del mese: 2, 3 e 9 marzo da non sottovalutare

Non sottovalutare i primi appuntamenti di marzo: 2, 3 e 9.

 

I primi giorni di marzo danno il via a una serie di obblighi irrinunciabili. Entro il 2 marzo, i titolari di partita IVA devono trasmettere le Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relative al quarto trimestre 2025. Chi opta per la presentazione unificata della Dichiarazione IVA 2026 con la LIPE rispetta la stessa data, altrimenti avrà tempo fino al 30 aprile. Sempre entro il 2 marzo è dovuta l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche senza addebito IVA (2 euro per ciascuna fattura), versabile tramite l’area “Fatture e corrispettivi”. Scade inoltre la dodicesima rata del ravvedimento speciale 2018-2022 per i titolari di partita IVA che hanno aderito al concordato preventivo biennale nel 2024. Nello stesso giorno, i titolari di contratti di locazione di fondi rustici devono presentare la denuncia annuale cumulativa per i contratti stipulati nel 2025 e versare l’imposta di registro.

Subito dopo, il 3 marzo, è la volta del versamento dell’imposta di registro sui contratti di locazione stipulati o rinnovati dal 1° febbraio 2026 in regime ordinario (non cedolare secca). Infine, entro il 9 marzo, è possibile esercitare l’opposizione all’utilizzo dei propri dati sanitari ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata, un termine slittato dall’8 marzo che offre un’ultima possibilità per tutelare la propria privacy fiscale.

Il picco di metà mese e le ultime scadenze di marzo: 16, 25 e 31

Il picco di metà mese e le ultime scadenze di marzo: 16, 25 e 31

Picco di metà mese e ultime scadenze di marzo: 16, 25 e 31.

 

Il 16 marzo è senza dubbio il giorno più intenso. I sostituti d’imposta devono versare le ritenute operate nel mese precedente e, se previsto, trasmettere i dati aggiuntivi con il modello 770. Entro questa data va trasmessa la Certificazione Unica (CU) 2026 relativa ai redditi erogati nel 2025. Enti come asili nido, scuole e università, insieme a pompe funebri e veterinari, hanno l’obbligo di comunicare i dati utili per la dichiarazione precompilata. Per i titolari di partita IVA con liquidazione mensile, è il termine ultimo per la liquidazione IVA di febbraio 2026. Sempre entro il 16 marzo va versato il saldo IVA 2025 (codice tributo 6099), in unica soluzione o con la prima rata.

Questa stessa data vede scadere anche i contributi INPS e Gestione Separata per collaboratori, la ritenuta del 21% sulle locazioni brevi, la Tobin Tax, l’imposta sugli intrattenimenti e lo split payment. È anche il termine per emettere e registrare le fatture elettroniche differite relative a febbraio, se documentate da DDT o equivalente.

Verso la fine del mese, il 25 marzo, i soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie devono presentare gli elenchi Intrastat relativi al mese o trimestre precedente. Il mese si conclude il 31 marzo: chi ha aderito al ravvedimento speciale 2024-2025 deve versare la tredicesima rata. Sempre entro questa data va versata l’imposta di registro sui contratti di locazione stipulati o rinnovati tacitamente dal 1° marzo 2026, se non si è optato per la cedolare secca. Un mese, dunque, che richiede massima vigilanza e preparazione per non incorrere in spiacevoli sanzioni.