Enrica Bonaccorti, l’oncologo rompe il silenzio: gli ultimi istanti strazianti | II dolore, la paura
Il professore Giampaolo Tortora, oncologo di Enrica Bonaccorti, racconta la straordinaria forza d’animo della conduttrice di fronte al tumore al pancreas. Una lezione di vita e coraggio.
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A rivelare dettagli inediti sulla gestione di questa sfida da parte di Enrica Bonaccorti è stato il professor Giampaolo Tortora, direttore del Comprehensive Cancer Center e dell’Oncologia Medica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. Il suo è il racconto di un incontro nato in una circostanza dolorosa, ma che ha lasciato un’impronta profonda nel medico, tanto da definire Bonaccorti una “paziente eccellente”.
Il professor Tortora ha descritto la conduttrice televisiva con parole di grande ammirazione: “Ho conosciuto una persona splendida in una circostanza molto sfortunata. Un concentrato di intelligenza, grazia, eleganza, con uno sguardo profondo sull’esistenza.” Secondo il medico, l’elemento cruciale che ha fatto la differenza nella sua battaglia contro la malattia non è stata l’assenza di paura, un sentimento umano inevitabile, bensì la sua straordinaria capacità di non lasciarsi sopraffare dal dramma, mantenendo una lucidità e una dignità ammirevoli.
Affrontare la malattia con consapevolezza e resilienza
Il resoconto dell’oncologo restituisce l’immagine di una donna che, fin dal principio, ha mostrato piena consapevolezza della complessità della situazione clinica. Enrica Bonaccorti sapeva che il tumore si trovava in uno stadio localmente avanzato ed era informata sulle difficoltà terapeutiche che avrebbe dovuto affrontare. Nonostante il quadro clinico fosse oggettivamente complicato e il tumore non fosse operabile alla diagnosi, la conduttrice non ha mai perso la fiducia nella medicina, scegliendo di continuare a vivere con una sorprendente ironia e profonda dignità.
Il professor Tortora ha sottolineato come la Bonaccorti sia riuscita a “superare l’aspetto drammatico, il dolore, la paura”, continuando persino a “ridere, a fare battute”. Questo atteggiamento, lungi dall’essere una negazione della realtà, si è rivelato una strategia di coping straordinaria, un esempio vivente di come sia possibile mantenere la propria essenza e la propria gioia di vivere anche di fronte alle avversità più ardue. La trasparenza nel dialogo con i medici e i familiari è stata un altro pilastro fondamentale, riducendo l’angoscia e creando un fronte comune di serenità.

Oltre le cure: dignità, scelta pubblica e un esempio che resta
Anche quando le terapie standard, come chemioterapia e radioterapia, non sono riuscite a rendere operabile il tumore, il dialogo tra paziente e medico è rimasto centrale. Il professor Tortora ha ricordato un principio fondamentale dell’oncologia: “C’è sempre qualcosa da proporre. Anche quando non si può guarire, restano la terapia del dolore e le cure palliative.” Enrica Bonaccorti ha accettato l’evoluzione della malattia con una lucidità esemplare, mantenendo un rapporto trasparente e sincero sia con l’equipe medica che con i suoi cari, tra cui la figlia Verdiana, che hanno sempre “nuotato nella stessa direzione”.
Un aspetto che ha particolarmente colpito l’oncologo è stata la decisione di Bonaccorti di rendere pubblica la sua condizione. In un’epoca in cui molti personaggi noti preferiscono mantenere riserbo su questioni personali così delicate, lei ha scelto di dire: “Vado in tv, lo dico a tutti.” Questa scelta, che inizialmente aveva generato qualche preoccupazione nel medico, si è poi rivelata una fonte di “liberazione bellissima” per la conduttrice. Il calore e l’affetto ricevuti da amici, colleghi e dal suo vasto pubblico sono diventati, nelle parole del professor Tortora, “una dolce medicina per l’anima”, a dimostrazione del valore inestimabile della condivisione e del supporto umano. La sua testimonianza rimane un esempio potente di consapevolezza, fiducia nella scienza, ironia, eleganza e dignità nell’affrontare la vita, anche nei suoi momenti più difficili.
