Lutto nella Roma, il top player ha perso la battaglia: se ne è andato troppo giovane | I club piangono un amico e collega

Il mondo del calcio piange Gianluca Cherubini, ex difensore della Roma e della Nazionale U21, scomparso a 52 anni dopo una lunga malattia. Una vita intensa, tra campo e vicende private complesse.

Lutto nella Roma, il top player ha perso la battaglia: se ne è andato troppo giovane | I club piangono un amico e collega

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Un addio che scuote il mondo del calcioIl mondo del calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Gianluca Cherubini, ex difensore e centrocampista romano, venuto a mancare all’età di 52 anni dopo aver affrontato una lunga e debilitante malattia. La notizia ha colto di sorpresa molti, rievocando la memoria di un calciatore che, pur non avendo raggiunto l’apice della fama, ha lasciato un segno nella sua epoca, soprattutto tra gli addetti ai lavori e i compagni di squadra.

La dolorosa comunicazione è giunta attraverso i canali social, con Alessandro Battisti, ex capitano del Chieti e direttore sportivo, che ha espresso il suo profondo cordoglio. “Non ci sono parole. Una vita a 220 km all’ora, sempre in bilico e sull’orlo del burrone. Mi mancherai”, ha scritto Battisti, un messaggio che dipinge un ritratto di Cherubini come un uomo di grande intensità, dentro e fuori dal campo. Gianluca ha indossato maglie importanti come quelle della Roma, Reggiana e Vicenza, e vanta anche un passato nella Nazionale Under 21, esperienze che ne hanno definito la prima parte di una vita complessa.

La carriera tra promesse non mantenute e la svolta drammatica

La carriera tra promesse non mantenute e la svolta drammatica

La carriera: un percorso tra promesse non mantenute e svolte drammatiche.

 

Nato calcisticamente nel settore giovanile della Roma, Gianluca Cherubini era considerato una vera promessa. Nei primi anni ’90, sotto la guida di Carlo Mazzone, ha avuto l’opportunità di giocare con un giovanissimo Francesco Totti. La sua versatilità gli permetteva di ricoprire sia il ruolo di difensore che quello di centrocampista, suscitando grandi aspettative. Tuttavia, dopo una sola stagione in giallorosso, il suo percorso lo portò alla Reggiana, forse anche a causa di un carattere esuberante che, a detta di alcuni, ne avrebbe influenzato le scelte future.

Nonostante questo primo allontanamento dalla Capitale, il suo talento era innegabile. Cherubini collezionò ben cinque presenze con la Nazionale Under 21, culminate nella vittoria dell’Europeo del 1994. In quella squadra stellare, da titolare, giocò al fianco di futuri campioni del calibro di Fabio Cannavaro, Christian Panucci, Filippo Inzaghi e Christian Vieri. Un palmarès che faceva presagire una carriera brillante, ma che purtroppo non si è mai concretizzata pienamente. La sua traiettoria subì un drastico cambiamento nel 2006, quando fu colpito da un aneurisma cerebrale fulminante durante una partita di campionato. L’episodio lo portò in coma per dodici giorni, segnando un prima e un dopo nella sua vita.

Gli anni difficili lontano dal campo: tra cronaca e fragilità

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Tra cronaca e fragilità: gli anni difficili lontano dal campo.

 

Dopo l’aneurisma, Cherubini sembrava destinato ad appendere gli scarpini al chiodo. Intraprese una breve parentesi come allenatore, affiancando Giampiero Maini alla Stella Polare. Ma il richiamo del campo fu troppo forte e, a sorpresa, tornò a giocare per una stagione con il Chieti, pur non ritrovando mai la forma dei tempi migliori. Con l’addio definitivo al calcio giocato, la sua vita prese una piega inaspettata, portandolo più volte sulle pagine della cronaca anziché su quelle sportive.

Gli anni successivi furono segnati da episodi controversi. Nel 2010, ad Ostia, fu coinvolto in una rissa che lo vide denunciato per lesioni. Ma furono le vicende giudiziarie più gravi a gettare un’ombra pesante sul suo percorso. Le indagini dell’Antimafia rivelarono il suo presunto coinvolgimento in un’organizzazione criminale internazionale. Fu arrestato nel 2014 per porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione, sorpreso con una pistola risultata rubata. L’anno seguente, un nuovo arresto lo vide accusato di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio internazionale di droga, detenzione di armi ed esplosione, estorsione, riciclaggio e reati finanziari. Una parabola complessa, che mostra il volto di un uomo combattuto tra un talento calcistico indiscusso e le fragilità di un’esistenza vissuta intensamente, fino all’epilogo finale.