Ancora errori INPS, hanno fatto un disastro sulle pensioni | Cosa cambia sui prossimi bollettini
L’INPS ha ammesso un errore nel calcolo delle pensioni di vecchiaia dal 2024 per alcune categorie. Migliaia di pensionati attendono ricalcoli e rimborsi degli arretrati.
La svista riguarda specificamente le pensioni di vecchiaia erogate attraverso le casse CPDEL (dipendenti enti locali), CPS (personale sanitario), CPI (insegnanti di asili e scuole elementari parificate) e CPUG (ufficiali giudiziari).
Il nocciolo dell’errore risiede nell’applicazione di un meccanismo di calcolo che avrebbe dovuto interessare esclusivamente le pensioni anticipate. Tuttavia, a seguito di un’interpretazione errata delle disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2024, l’INPS ha applicato lo stesso criterio riduttivo anche alle pensioni di vecchiaia. Questa penalizzazione ha colpito in particolare coloro che, al 1° gennaio 1996, avevano accumulato meno di quindici anni di contributi.
La questione affonda le radici nelle modifiche normative di fine 2023, volte a contenere la spesa pensionistica. Sebbene il governo avesse successivamente chiarito che il taglio sarebbe stato limitato alle sole pensioni anticipate, l’INPS ha inizialmente esteso tale riduzione a tutte le tipologie di pensionamento per le categorie menzionate. L’ammissione dell’errore, avvenuta tramite un messaggio ufficiale il 5 marzo, apre ora la strada a un’imminente fase di correzione.
Il ricalcolo e i rimborsi attesi: chi è coinvolto?
Ricalcolo e rimborsi: tutte le risposte su chi è coinvolto.
L’ammissione dell’errore da parte dell’INPS innescherà un processo di ricalcolo d’ufficio per tutti gli assegni pensionistici erroneamente penalizzati. Ciò significa che i pensionati interessati non dovranno presentare alcuna domanda specifica; l’Istituto provvederà autonomamente alla revisione delle posizioni.
I soggetti coinvolti in questo processo di revisione e che avranno diritto a un conguaglio sono coloro che:
- Sono andati in pensione di vecchiaia, e non anticipata, tramite le casse CPDEL, CPS, CPI e CPUG.
- Hanno lasciato il mondo del lavoro a partire dal 1° gennaio 2024.
- Avevano maturato meno di 15 anni di contributi entro la data del 1° gennaio 1996.
Per questi pensionati, oltre alla correzione dell’importo dell’assegno futuro, sono previsti il rimborso degli arretrati non percepiti, maggiorati dagli interessi legali e, ove applicabile, dalla rivalutazione monetaria. Tali somme verranno calcolate a ritroso, a partire dalla data di riliquidazione del trattamento pensionistico. La ricostituzione del trattamento pensionistico mira a ripristinare l’importo corretto che sarebbe dovuto essere erogato sin dall’inizio del pensionamento.
L’entità dell’errore e le incognite sulle cifre
L’entità dell’errore e le incognite sulle cifre: la difficile quantificazione.
Nonostante l’ammissione dell’errore, l’INPS non ha ancora fornito dati precisi sul numero esatto di pensionati coinvolti né sull’ammontare complessivo dei rimborsi. Le stime, tuttavia, suggeriscono una platea significativa. Facendo riferimento agli atti parlamentari relativi alla Legge di Bilancio 2024, nelle sue prime formulazioni, si parlava di circa 31.500 persone coinvolte nel 2024 e di 81.500 nel 2025. Queste cifre, tuttavia, non distinguevano tra pensioni anticipate e di vecchiaia.
Considerando che l’errore ha riguardato solo le pensioni di vecchiaia, il numero reale di beneficiari del ricalcolo sarà inferiore, ma probabilmente si aggira comunque attorno a decine di migliaia di ex lavoratori del settore pubblico. L’impatto finanziario è altrettanto rilevante. Le stime governative iniziali, relative all’esclusione delle pensioni di vecchiaia dal taglio, prevedevano una spesa aggiuntiva di circa 10 milioni di euro nel 2024 e 29,4 milioni nel 2025, per un totale vicino ai 40 milioni di euro che non sono stati erogati a causa dell’errore.
È fondamentale sottolineare che queste cifre rappresentano solamente delle stime elaborate in sede parlamentare. Sarà compito dell’INPS, nei prossimi mesi, eseguire i calcoli definitivi per quantificare con esattezza sia il numero di pensionati che riceveranno il conguaglio, sia l’importo esatto degli arretrati e degli interessi a loro spettanti.
