Lavoro, scattano 10 ore retribuite extra per visite ed esami | Molti dipendenti rischiano di non usarle
Dal 2026, 10 ore di permessi retribuiti extra per visite mediche. Scopri chi sono i lavoratori e i genitori di minori con fragilità sanitarie che ne beneficeranno.
La Legge 106/2025, integrata dalle delucidazioni operative della circolare INPS n. 152 del 29 dicembre 2025, introduce un significativo supporto in termini di permessi lavorativi.
Questa normativa riconosce dieci ore annue aggiuntive di permessi, interamente retribuite, dedicate specificamente a visite, esami e cure mediche. Queste ore si aggiungono e non sostituiscono altre forme di tutela già esistenti, come ferie, permessi ordinari, le disposizioni della Legge 104 e quelle previste dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL). L’obiettivo primario è consentire ai lavoratori di prendersi cura della propria salute o di quella dei propri figli senza dover intaccare i giorni di riposo o i permessi già a disposizione per altre necessità, garantendo così una maggiore serenità e continuità nella gestione della propria condizione sanitaria.
Requisiti per accedere ai permessi e come utilizzarli
Permessi: requisiti per l’accesso e corretto utilizzo.
Il diritto a queste dieci ore aggiuntive è riservato a specifiche categorie di lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che in quello privato. Nello specifico, la misura riguarda:
- Lavoratori affetti da malattie oncologiche, sia in fase attiva di cura che in fase di follow-up precoce.
- Lavoratori con malattie croniche, invalidanti o rare, che richiedono un monitoraggio o trattamenti costanti.
- Genitori di figli minorenni che rientrano nelle stesse patologie sopra elencate.
Per accedere a questo beneficio, è fondamentale che l’INPS abbia riconosciuto un grado di invalidità civile pari o superiore al 74%. Nel caso di figli minorenni, il requisito automatico per l’accesso è la titolarità dell’indennità di frequenza. Un aspetto cruciale è la natura individuale del beneficio: le 10 ore spettano al lavoratore per sé stesso e altre 10 ore per ciascun figlio minorenne avente diritto. Questo significa che entrambi i genitori lavoratori possono usufruire delle proprie ore, indipendentemente dall’altro. Sono esclusi, invece, i lavoratori autonomi, i collaboratori iscritti alla Gestione Separata INPS e i lavoratori dello spettacolo con status di autonomi. L’utilizzo del permesso è valido solo se il rapporto di lavoro è attivo. Le ore sono fruibili esclusivamente per finalità sanitarie documentate, tra cui visite specialistiche, esami diagnostici (TAC, colonscopia), analisi di laboratorio e cure periodiche o salvavita come chemioterapia o dialisi. È sempre necessaria una prescrizione medica.
Cosa sapere su retribuzione e modalità di richiesta
Retribuzione: cosa sapere e come fare richiesta.
Ogni ora di permesso fruita nell’ambito di questa nuova disposizione è retribuita al 66,66% della retribuzione oraria media. Il calcolo si articola individuando la retribuzione media giornaliera, dividendola per le ore di lavoro giornaliere e applicando poi la percentuale stabilita.
Per quanto riguarda le modalità di erogazione, nel settore privato è il datore di lavoro ad anticipare l’importo in busta paga, recuperando successivamente la somma tramite conguaglio con l’INPS. Nel settore pubblico, invece, è l’amministrazione di appartenenza a provvedere direttamente al pagamento.
La procedura per richiedere i permessi, in vigore dal 2026, prevede che il lavoratore debba presentare una richiesta al proprio datore di lavoro, dichiarando il possesso dei requisiti (invalidità certificata e prescrizione medica). È importante notare che le ore devono essere utilizzate solo in unità intere, non frazionate, e dopo la prestazione sanitaria è obbligatorio consegnare l’attestazione. Le stesse regole si applicano quando i permessi sono richiesti per un figlio minorenne.
Per la gestione tecnica, l’INPS ha introdotto il codice evento “PCM” nel flusso Uniemens, specificamente dedicato a questi permessi. Questo codice assicura la copertura contributiva figurativa, una corretta rendicontazione e il rimborso delle somme anticipate dai datori di lavoro. La Legge 106/2025 si configura come un passo avanti significativo, colmando un vuoto normativo e offrendo una tutela economica e contributiva piena ai lavoratori e alle loro famiglie che affrontano situazioni di grave fragilità sanitaria.