Ci sono bambini lì sotto, la frana ha inghiottito tutto | Soccorsi al lavoro corrono contro il tempo: è una tragedia
Una devastante frana ha inghiottito un campeggio. Tra i dispersi, molti bambini. I soccorsi cercano senza sosta superstiti, in un luogo avvolto nel mistero e nella disperazione.
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Le condizioni meteo estreme, con piogge record che hanno flagellato la regione per giorni, sono state la causa scatenante di questa tragedia. Un disastro naturale che ha messo in ginocchio una comunità, ora unita in una lotta contro il tempo, una corsa disperata per ritrovare i propri cari, soprattutto i volti innocenti dei bambini che potrebbero ancora attendere un aiuto sotto quelle che un tempo erano le loro sicure tende o roulotte.
Un’eroina illumina la notte del disastro
In mezzo a tanto orrore, emerge la storia di un coraggio straordinario, un gesto che ha salvato decine di vite. Una donna, di cui ancora non si conosce il nome, si è trasformata in un’autentica eroina. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, già alle 5 del mattino, ore prima che la frana si abbattesse con tutta la sua furia, la donna aveva avvertito un imminente pericolo. Ha iniziato a bussare freneticamente a ogni roulotte e tenda, svegliando i campeggiatori e spingendoli a mettersi in salvo.
Grazie alla sua incredibile prontezza e al suo altruismo, molte famiglie hanno avuto il tempo prezioso di raccogliere i propri effetti personali e allontanarsi dall’area. Un gesto che ha evitato un bilancio ancora più drammatico. Purtroppo, in un destino tragico e beffardo, la stessa donna è rimasta intrappolata all’interno del blocco dei servizi igienici, insieme ad altre persone, quando la struttura è stata travolta dalle macerie e trascinata per oltre 20 metri nel crollo definitivo avvenuto verso le 9.30 del giovedì. I soccorritori hanno riferito di aver sentito urla disperate provenire da sotto i detriti per circa quindici minuti, prima che ogni rumore si dissolvesse in un silenzio agghiacciante.
Questo evento catastrofico, verificatosi in un noto campeggio di Mount Maunganui, sull’Isola del Nord della Nuova Zelanda, ha rivelato la forza impetuosa e distruttiva della natura, ma anche la resilienza e l’eroismo dello spirito umano.

Un’eroina illumina la notte del disastro.
La corsa contro il tempo in Nuova Zelanda
Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta nella Nuova Zelanda, alimentate dalla speranza di ritrovare i dispersi ancora in vita, in particolare i bambini. La polizia neozelandese ha confermato che il numero dei dispersi è contenuto in “cifre singole”, ma non ha escluso la possibilità di trovare superstiti, mantenendo viva una flebile speranza. Il ministro della Gestione delle Emergenze ha purtroppo confermato la presenza di minori tra le persone ancora da rintracciare. Questa notizia ha intensificato gli sforzi delle squadre di soccorso, che lavorano in condizioni estremamente difficili.
Le unità cinofile, con il loro olfatto infallibile, sono al centro delle ricerche, affiancate da elicotteri che sorvolano l’area per individuare possibili segnali di vita o nuovi cedimenti del terreno. «Andremo avanti tutta la notte», ha assicurato il comandante dei Vigili del Fuoco, evidenziando la determinazione a non arrendersi. Tuttavia, la sicurezza rimane una priorità assoluta; per motivi di sicurezza, e per il rischio concreto di una seconda frana, i tentativi di salvataggio sono stati talvolta temporaneamente sospesi, momenti di straziante attesa per chi è in cerca di notizie.
L’intero Paese segue con il fiato sospeso l’evolversi di questa che è considerata una delle peggiori emergenze meteo degli ultimi anni. Il primo ministro Christopher Luxon ha espresso la vicinanza del governo alle vittime, invitando la popolazione a seguire le indicazioni delle autorità e a mantenere la calma. Il campeggio resterà chiuso fino a nuovo avviso, mentre la Nuova Zelanda si stringe attorno alle famiglie colpite, pregando per un miracolo e per il ritrovamento di ogni singolo disperso, in particolare dei più innocenti. La speranza è l’ultima a morire, e in queste ore buie è l’unica luce che guida i soccorritori.