“Vieni a prenderti 400€ al mese”, arriva il contributo d’aiuto dello Stato | INPS eroga da subito
Nuova legge per i caregiver familiari: un contributo fino a 400 euro mensili, tutele sociali e lavorative. Scopri chi ne ha diritto e i requisiti.
Il governo ha approvato un nuovo disegno di legge che introduce, per la prima volta, un quadro normativo organico per chi si prende cura, a titolo gratuito, di un familiare con disabilità o non autosufficienza. La novità più rilevante è l’introduzione di un contributo economico nazionale che può arrivare fino a 400 euro mensili, erogato direttamente dall’INPS. Questo provvedimento mira a offrire un sostegno fondamentale a migliaia di famiglie, riconoscendo l’importanza cruciale di chi assiste quotidianamente i propri cari, alleviando un carico che troppo spesso ricade interamente sulle spalle dei singoli. Si tratta di un passo atteso da anni, che promette di dare dignità e un aiuto pratico a coloro che rappresentano un pilastro insostituibile nella cura e nell’assistenza.
La misura è pensata per affrontare le difficoltà economiche e sociali che i caregiver familiari incontrano, offrendo non solo un ausilio finanziario ma anche un primo riconoscimento formale del loro impegno. Le risorse destinate a questa iniziativa sono un segnale chiaro dell’intenzione di supportare attivamente le famiglie e di promuovere una maggiore inclusione e benessere per le persone con disabilità e per chi le assiste con dedizione.
Chi è il caregiver e quali i requisiti per l’aiuto economico
Il caregiver: chi è e come ottenere l’aiuto economico.
Il caregiver familiare è la persona che si prende cura, in modo continuativo e gratuito, di un congiunto non autosufficiente o con disabilità grave. Questa figura, oltre all’assistenza quotidiana, si occupa spesso anche di aspetti sanitari, burocratici e organizzativi, trovandosi in una condizione di forte stress e isolamento. La nuova legge ne delimita l’ambito soggettivo: possono essere caregiver il coniuge, il partner dell’unione civile, il convivente di fatto, i parenti entro il secondo grado e, in casi specifici, gli affini entro il terzo grado della persona assistita.
Per accedere al contributo economico fino a 400 euro mensili, sono previsti requisiti stringenti. Il beneficio sarà destinato in via prioritaria ai caregiver che assistono persone con disabilità gravissima. È richiesta la convivenza con la persona assistita e un carico assistenziale minimo di 91 ore settimanali. Sul fronte economico, l’ISEE del nucleo familiare non deve superare i 15.000 euro, e il reddito personale annuo del caregiver non può essere superiore ai 3.000 euro. L’INPS sarà l’ente responsabile della procedura di riconoscimento e del monitoraggio delle spese. Un’altra novità fondamentale è l’obbligo di inserire il caregiver nel “progetto di vita” e nel Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) della persona assistita, indicando anche il carico orario di cura. Questa certificazione diventa il presupposto essenziale per accedere non solo al contributo economico, ma anche a future tutele previdenziali e lavorative.
Oltre il denaro: tutele sociali, lavorative e per i giovani
Tutele sociali, lavoro e giovani: il valore che va oltre il denaro.
Accanto al sostegno economico, il disegno di legge rafforza le tutele sociali e sanitarie per i caregiver. Il Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) potrà prevedere la sostituzione del caregiver entro 24 ore in caso di emergenza, l’accesso a supporto psicologico, visite mediche e teleconsulti dedicati, e la priorità nelle prestazioni sanitarie. Verrà inoltre garantita una programmazione tempestiva degli interventi assistenziali. Con il consenso della persona assistita, il caregiver potrà anche accedere ai dati sanitari necessari allo svolgimento dell’attività di cura, facilitando una gestione più efficace e informata.
Sul piano lavorativo, il testo introduce importanti novità. I caregiver potranno beneficiare della possibilità di rimodulare l’orario di lavoro, accedere al lavoro agile e utilizzare ferie e permessi solidali ceduti dai colleghi. È prevista anche una tutela antidiscriminatoria per comportamenti legati all’attività di caregiving. Si valorizza, inoltre, l’esperienza maturata dal caregiver, che potrà essere riconosciuta ai fini della qualifica di operatore socio-sanitario (OSS) o di altre figure dell’area sociosanitaria, favorendo un possibile reinserimento lavorativo. Particolare attenzione è riservata ai giovani e studenti caregiver, per i quali sono previste misure specifiche: la compatibilità tra servizio civile e attività di cura, l’esonero dalle tasse universitarie e il riconoscimento dell’attività di assistenza come credito formativo, anche nei percorsi scuola-lavoro. Un impegno complessivo per un riconoscimento pieno e strutturato di una figura essenziale per la società.