ULTIM’ORA Garlasco, hanno già avvisato la famiglia Poggi: si tratta di Alberto Stasi | Adesso è confermato

La criminologa Roberta Bruzzone ha completato una nuova consulenza sul caso Garlasco, rivelando incongruenze cruciali nel racconto di Alberto Stasi.

ULTIM’ORA Garlasco, hanno già avvisato la famiglia Poggi: si tratta di Alberto Stasi | Adesso è confermato

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Svolta inattesa nel caso Garlasco: nuove rivelazioni scuotono le certezzeIl caso di Garlasco, uno dei più enigmatici e discussi della cronaca nera italiana, torna prepotentemente al centro dell’attenzione mediatica. Dopo anni di sentenze e polemiche, una nuova analisi forense promette di riaccendere il dibattito con un’intensità inaudita. La criminologa Roberta Bruzzone, nota per la sua intransigenza e la profondità delle sue indagini, ha infatti concluso una consulenza inedita sul delitto di Chiara Poggi, fornendo elementi che, a suo dire, metterebbero in discussione aspetti fondamentali del racconto di Alberto Stasi, già condannato per l’omicidio.

Le anticipazioni trapelate indicano che la Bruzzone avrebbe individuato almeno due passaggi nel racconto di Stasi che definisce letteralmente “impossibili”. Questa affermazione, pronunciata durante una recente apparizione televisiva, ha immediatamente generato un’onda di reazioni, dividendo ancora una volta l’opinione pubblica tra chi sostiene la colpevolezza di Stasi e chi, invece, invoca l’errore giudiziario. L’importanza di queste rivelazioni risiede nella loro capacità di gettare una nuova luce su dettagli che, finora, avrebbero potuto sembrare secondari, ma che ora assumono un peso determinante.

L’analisi forense che smonta il racconto di Alberto Stasi

L'analisi forense che smonta il racconto di Alberto Stasi

L’analisi forense che smonta il racconto di Alberto Stasi sul delitto di Garlasco.

 

La metodologia impiegata da Roberta Bruzzone per questa consulenza è stata meticolosa e approfondita. La criminologa ha spiegato di aver sezionato il comportamento di Stasi, così come descritto nelle sue dichiarazioni, in “micro azioni”. Ogni singola mossa, ogni parola pronunciata e ogni tempistica dichiarata sono state confrontate con le risultanze delle perizie tecniche, le ricostruzioni della scena del crimine e i dati oggettivi emersi durante l’intera inchiesta. L’obiettivo era creare una correlazione precisa tra il racconto dell’imputato e la realtà fisica dei fatti, così come ricostruita scientificamente.

Questo lavoro di comparazione incrociata, basato su verbali, SIT e sentenze, ha portato alla luce incongruenze che, secondo la Bruzzone, sconfessano in modo inequivocabile la versione difensiva di Stasi. In particolare, le anomalie riscontrate riguardano i momenti successivi al ritrovamento del corpo di Chiara Poggi nella villetta di Garlasco. Questi nuovi elementi non solo rafforzerebbero le tesi accusatorie che hanno condotto alla condanna definitiva, ma aggiungerebbero ulteriori tasselli a un quadro già delineato, rendendo ancora più difficile sostenere l’innocenza dell’imputato. La consulenza sarà ora a disposizione della parte civile, ovvero la famiglia di Chiara Poggi, che potrà valutarne l’utilizzo.

Il dibattito riacceso: tra nuove prove e vecchie polemiche

Il dibattito riacceso: tra nuove prove e vecchie polemiche

Nuove prove e vecchie polemiche riaccendono il dibattito.

 

Le dichiarazioni di Roberta Bruzzone hanno immediatamente riacceso un dibattito che, nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di reclusione, non si è mai veramente sopito. Figure come Carmelo Abbate, da sempre sostenitore dell’innocenza di Stasi e fermo promotore della tesi dell’errore giudiziario, hanno espresso scetticismo, sottolineando come l’uomo stia già scontando la sua pena e come forse sia più opportuno concentrarsi su altri aspetti della giustizia. Questa contrapposizione evidenzia la complessità di un caso che continua a generare profonde divisioni e passioni.

Tuttavia, le nuove scoperte della Bruzzone, seppur non destinate a riaprire direttamente il processo, hanno il potenziale per consolidare ulteriormente la posizione di chi ritiene Stasi il solo responsabile. La criminologa ha scelto di non rivelare pubblicamente i dettagli specifici delle “bugie” emerse dalla sua analisi, attendendo la decisione dei consulenti della famiglia Poggi. Questa scelta strategica mantiene alta la tensione e l’attesa per la diffusione completa dei risultati. Il caso Garlasco, dunque, continua a evolversi, dimostrando come anche dopo anni, la ricerca della verità possa ancora riservare sorprendenti colpi di scena.