Scontro a fuoco, spari sulla strada: esplosione spaventosa terrorizza i passanti | Tutto bloccato

Un violento assalto a un portavalori ha paralizzato la Brindisi-Lecce. Colpi di arma da fuoco, inseguimenti e panico tra gli automobilisti. Due sospettati fermati.

Scontro a fuoco, spari sulla strada: esplosione spaventosa terrorizza i passanti | Tutto bloccato
Un mattino di ordinaria routine si è trasformato in un incubo sulla trafficata arteria che collega Brindisi a Lecce.

Poco prima delle 8, l’atmosfera placida della statale 613 è stata squarciata dal fragore di un assalto senza precedenti. Un commando armato, con una ferocia e una precisione agghiacciante, ha preso di mira un furgone portavalori, gettando nel panico centinaia di automobilisti incolpevoli. Le prime ricostruzioni parlano di una vera e propria operazione militare, con la strada trasformata in un campo di battaglia e la violenza esplosa senza preavviso. La paura e l’incertezza hanno avvolto la carreggiata in direzione Lecce, dove l’azione coordinata dei malviventi ha lasciato il segno indelebile di un’organizzazione criminale audace e senza scrupoli. Auto in coda, traffico paralizzato e il rumore assordante di spari e esplosioni hanno creato una scena apocalittica, difficilmente dimenticabile per chi si è trovato involontariamente testimone. La domanda che aleggia è una sola: come è stato possibile un attacco di tale portata e quali sono le reali dimensioni della minaccia che ha colpito in pieno giorno la Puglia, seminando il terrore tra i viaggiatori?

L’agguato e lo scontro a fuoco sulla statale

L'agguato e lo scontro a fuoco sulla statale

Momenti di tensione: l’agguato e lo scontro a fuoco sulla statale.

 

L’agguato, avvenuto tra gli svincoli per Cerano e San Pietro Vernotico, ha rivelato una preparazione meticolosa e una determinazione spietata. I banditi, a bordo di almeno tre auto di grossa cilindrata e un autocarro, hanno bloccato la superstrada usando il mezzo pesante, poi incendiato, per creare una barriera invalicabile e impedire l’intervento delle forze dell’ordine. Per confondersi tra il traffico e ingannare le pattuglie, i malviventi avrebbero persino utilizzato veicoli camuffati con lampeggianti, simulando auto civetta delle forze dell’ordine. Armati di Kalashnikov, hanno crivellato di colpi i blindati dell’istituto di vigilanza Battistolli, arrivando a far esplodere uno dei furgoni sotto gli occhi attoniti e terrorizzati dei numerosi presenti. Molti automobilisti hanno documentato la scena con i propri smartphone, testimoniando l’orrore in diretta sui social media. Non contenti, nella concitazione della fuga, i criminali avrebbero rapinato alcuni degli automobilisti bloccati, sottraendo i loro veicoli per dileguarsi rapidamente dal luogo del delitto. La carreggiata è stata inoltre disseminata di chiodi a tre punte, un ulteriore e crudele stratagemma per impedire qualsiasi tentativo di inseguimento da parte delle autorità.

Le indagini, i fermi e un precedente inquietante

Le indagini, i fermi e un precedente inquietante

Indagini e fermi: un inquietante precedente incombe sulla vicenda.

 

Nonostante la brutalità e la violenza dell’attacco, l’operazione criminale non è andata completamente a buon fine: fortunatamente, nessuna delle guardie giurate a bordo dei mezzi è rimasta ferita. Immediatamente, è scattato un vasto inseguimento da parte dei Carabinieri, che ha portato rapidamente al fermo di due individui sospetti nel territorio di Squinzano, lungo la statale 7Ter, nei pressi di Campo Panareo. I due, che risulterebbero originari della provincia di Foggia, sono stati prontamente condotti in caserma per accertamenti e potrebbero essere componenti chiave della banda. La statale è stata chiusa in entrambe le direzioni per consentire i complessi rilievi da parte dell’Arma e le operazioni di ripristino della viabilità da parte di Anas e Vigili del Fuoco, causando notevoli disagi e rallentamenti alla circolazione per ore. L’episodio riporta alla mente un precedente inquietante: meno di due anni fa, esattamente il 4 luglio 2024, un assalto simile si verificò a pochi chilometri di distanza, vicino a Torchiarolo, con un bottino stimato in quasi 3 milioni di euro. Questo schema d’azione, tanto audace quanto violento, suggerisce la presenza di una criminalità organizzata che opera con metodologie consolidate e una preoccupante audacia, ponendo un’ombra sulla sicurezza delle principali vie di comunicazione pugliesi e sollevando interrogativi urgenti sulla loro protezione.