ULTIM’ORA Garlasco, il nome è uscito dal PC di Chiara Poggi | Adesso non hanno più dubbi su di lui
Nuovi accertamenti sul computer di Chiara Poggi riaprono il caso Garlasco. Un’assenza cruciale nelle chat svela scenari inaspettati.
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A distanza di anni, nuovi e inattesi accertamenti tecnici stanno riaccendendo i riflettori su uno degli elementi chiave dell’inchiesta: il computer di Chiara Poggi. Le più recenti analisi forensi sulla copia del PC della vittima hanno portato alla luce un dettaglio che, seppur apparentemente marginale, potrebbe rivelarsi di importanza capitale per comprendere meglio le dinamiche di quella tragica giornata e i legami della giovane. Questo nuovo tassello informativo emerge dal labirinto della messaggistica istantanea dell’epoca, offrendo spunti che potrebbero riscrivere parti della narrativa finora accettata.
Le indagini si stanno concentrando sulle tracce digitali, un mondo che all’epoca dei fatti era già prolifico ma meno approfondito secondo le metodologie attuali. L’attenzione si focalizza in particolare sull’utilizzo di servizi come Windows Live Messenger, un antenato delle moderne piattaforme social, che Chiara Poggi adoperava per comunicare. È proprio da qui che emerge l’elemento di maggiore curiosità e potenziale svolta, un’assenza che si fa notare più di qualsiasi presenza, suggerendo che alcune connessioni importanti potrebbero non essere mai state stabilite, o forse, accuratamente celate, all’interno del contesto di un’indagine così complessa e dibattuta.
L’assenza che scompiglia le carte
Nessun contatto Sempio nelle chat: un’assenza che rimescola le carte in tavola.
La rivelazione più sorprendente scaturita dai recenti esami tecnici riguarda un nome specifico: Andrea Sempio. Secondo quanto emerso dagli approfondimenti sulla copia forense del PC di Chiara Poggi, nella lista contatti del suo account di messaggistica non vi sarebbe alcuna traccia di Andrea Sempio. Questo dato è stato evidenziato da autorevoli periti, tra cui Porta e Occhetti, che hanno confermato l’assenza di qualsiasi occorrenza della parola “Sempio” all’interno dei registri delle chat della vittima. Un’informazione che contraddice alcune ricostruzioni o ipotesi circolate nel corso degli anni e che ora assume un peso considerevole nel dibattito sul caso.
All’epoca dei fatti, la cerchia dei contatti di Chiara su MSN appariva estremamente ristretta: il fidanzato Alberto Stasi, l’amica d’infanzia Sonia e Vito, un amico in comune con Stasi. La totale assenza di Andrea Sempio in questa lista, come confermato dai nuovi accertamenti disposti dalla Procura di Pavia, solleva interrogativi significativi sui presunti legami o le frequentazioni del periodo immediatamente precedente al delitto. Questo dettaglio, infatti, potrebbe influenzare la comprensione delle relazioni interpersonali di Chiara e, di conseguenza, le potenziali motivazioni dietro il tragico evento. La Procura di Pavia ha ritenuto opportuno approfondire ulteriormente tali aspetti, ritenendoli fondamentali per una completa e aggiornata analisi del materiale.
Oltre l’assenza: I misteri irrisolti nel PC di via Pascoli
Il PC di via Pascoli: scrigno digitale di misteri ancora irrisolti.
Oltre all’assenza di un contatto specifico, il computer di Chiara Poggi sembra celare altri elementi di interesse, che i periti hanno definito “materiale di interesse”. Questi ulteriori misteri potrebbero fornire indizi cruciali per l’indagine. Tra questi, spicca la scoperta di una cartella criptata e nascosta, presumibilmente creata dalla stessa Chiara Poggi. Si ipotizza che tale cartella potesse contenere informazioni riservate, magari relative alla sua relazione con Alberto Stasi o ad altri aspetti della sua vita privata. La questione fondamentale è se qualcuno, oltre a Chiara, possa aver avuto accesso a questo contenuto protetto, e quali implicazioni ciò possa avere per la ricerca del movente.
La ricerca di un movente chiaro e definito è sempre stata una delle maggiori sfide nel caso Garlasco, un aspetto che la stessa sentenza definitiva della Cassazione del 2015, che condannò Alberto Stasi, non ha pienamente elucidato. I nuovi accertamenti sul PC mirano proprio a colmare questa lacuna, esplorando ogni possibile traccia digitale che possa gettare nuova luce sulle ragioni profonde del delitto. L’avvocato Gian Luigi Tizzoni ha più volte sottolineato che l’attuale procedimento non rappresenta una riapertura del caso con intenti revisionistici, ma piuttosto un’analisi approfondita di elementi che potrebbero contribuire a una comprensione più completa e aggiornata della complessa vicenda, rispondendo a domande rimaste finora senza una risposta definitiva.
