Buoni postali, da oggi il rimborso è negato | Soldi congelati senza preavviso: controlla subito la tua situazione
Una sentenza storica sblocca i Buoni Postali co-intestati. Scopri chi può riscuotere l’intero importo senza attese e cosa fare se Poste si oppone.
La situazione, intrisa di burocrazia e attese estenuanti legate alle pratiche di successione, ha causato non pochi disagi in momenti già di per sé delicati. Fortunatamente, un recente intervento della Corte di Cassazione ha posto fine a questa ambiguità, portando chiarezza e un sospiro di sollievo.
Con l’ordinanza n. 3171/2026, la Suprema Corte ha stabilito un principio rivoluzionario che ribalta le precedenti interpretazioni di Poste Italiane. Ora, per i buoni con clausola di pari facoltà di rimborso, ogni co-intestatario può riscuotere l’intero importo, anche dopo la morte dell’altro. Questa decisione non è solo una vittoria per la trasparenza, ma offre una liquidità immediata a chi ne ha diritto, senza dover attendere tempi indefiniti.
Il principio della solidarietà attiva e le sue implicazioni
La solidarietà attiva: un principio fondamentale e le sue implicazioni nella società.
La pronuncia della Cassazione si fonda su un pilastro del diritto civile italiano: la disciplina delle obbligazioni solidali attive. In sintesi, quando più soggetti vantano un credito sulla stessa somma, ciascuno di essi ha il pieno diritto di esigerne l’intero pagamento. Applicato ai buoni postali fruttiferi, ciò significa che il co-intestatario superstite:
- Può presentarsi allo sportello di Poste Italiane.
- Può richiedere il rimborso totale del buono.
- Non deve attendere la conclusione delle pratiche di successione.
- Non necessita del consenso o del coinvolgimento degli altri eredi del defunto.
Questa chiarezza contrasta con la prassi precedente di Poste, che spesso equiparava erroneamente i buoni postali ai libretti di risparmio. La Cassazione ha fermamente ribadito che l’articolo 187 del DPR 256/1989, che richiede la quietanza di tutti gli aventi diritto per i libretti in caso di decesso, non si applica ai buoni fruttiferi. Questi ultimi, infatti, sono classificati come titoli di credito “a vista”, immediatamente esigibili e rappresentano un credito liquido, rendendoli immuni a blocchi automatici per motivi successori.
Un aspetto non meno rilevante riguarda il profilo fiscale. I buoni postali fruttiferi sono equiparati ai titoli di Stato, godendo di un regime particolare: non rientrano nell’attivo ereditario, non devono essere indicati nella dichiarazione di successione e, di conseguenza, non sono soggetti a imposta di successione. Questo ulteriore vantaggio semplifica ulteriormente la procedura di rimborso per il superstite, svincolandolo dalle lunghe attese imposte dalle incombenze fiscali post-mortem.
Cosa fare in caso di rifiuto e le condizioni imprescindibili
Affrontare il rifiuto: guida alle condizioni imprescindibili per una reazione efficace.
È fondamentale sottolineare una condizione essenziale per poter esercitare questo diritto: sul buono postale fruttifero deve essere chiaramente apposta la clausola di pari facoltà di rimborso. Senza questa specifica indicazione, la situazione può cambiare radicalmente e il diritto al rimborso integrale potrebbe non sussistere. È sempre buona norma consultare attentamente il titolo originale per verificarne le condizioni.
Qualora Poste Italiane dovesse rifiutare il pagamento, nonostante la presenza della clausola, è cruciale agire con determinazione. Si consiglia vivamente di:
- Richiedere il rifiuto per iscritto, specificando le motivazioni.
- Presentare un reclamo formale a Poste Italiane.
- Valutare la possibilità di ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) o, in ultima istanza, intraprendere un’azione giudiziaria.
- Nel dialogo con Poste o nelle procedure formali, richiamare esplicitamente l’ordinanza n. 3171/2026 della Corte di Cassazione.
È importante ricordare che, anche se il co-intestatario incassa l’intera somma, eventuali contestazioni tra gli eredi riguardo la ripartizione interna del denaro sono un profilo successivo e distinto dal diritto alla riscossione nei confronti di Poste. Conoscere a fondo questa pronuncia è decisivo per tutelare i propri diritti e garantire l’accesso ai propri risparmi in momenti complessi, evitando ingiustificati dinieghi che potrebbero lasciare senza liquidità immediata.
