Cure mediche GRATIS, adesso lo Stato deve pagartele o rimborsartele | Anche se sei all’estero:invia la richiesta
Scopri come ottenere il rimborso delle spese mediche sostenute all’estero, sia per urgenze che per cure programmate, grazie alle normative europee.
Grazie a una specifica normativa europea, recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 38/2014, i cittadini italiani possono accedere a cure mediche negli altri stati membri dell’Unione Europea e in alcuni Paesi associati alle stesse condizioni previste dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Questo meccanismo è spesso definito come una vera e propria “Schengen sanitaria”, un sistema che garantisce la continuità dell’assistenza medica anche fuori dai confini nazionali.
Lo strumento principale per usufruire di tale diritto è la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), comunemente nota come la nostra tessera sanitaria, valida in tutti i Paesi dell’Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia) e in Svizzera. La TEAM è fondamentale per soggiorni temporanei e permette di ricevere le cure sanitarie necessarie, spesso pagando solo l’eventuale ticket previsto dal Paese ospitante, proprio come un cittadino locale. È essenziale, tuttavia, distinguere tra le diverse tipologie di assistenza: cure urgenti e cure programmate, poiché le procedure per ottenere il rimborso o l’assistenza diretta variano significativamente.
Cure urgenti o programmate? Ecco come funziona il rimborso
Capire il rimborso delle cure: differenze tra interventi urgenti e programmati.
Per le cure urgenti, come incidenti improvvisi o malori inaspettati, la procedura è relativamente semplice. Basta recarsi in una struttura sanitaria pubblica nel Paese ospitante e presentare la propria TEAM. Si ha diritto a ricevere le prestazioni mediche necessarie alle stesse condizioni dei residenti del luogo, inclusi eventuali ticket o compartecipazioni alla spesa. Se per qualche ragione si è costretti ad anticipare il costo delle cure, è possibile chiedere il rimborso al rientro in Italia. La richiesta va presentata alla propria ASL di competenza, allegando tutta la documentazione sanitaria e fiscale che attesti le spese sostenute.
Discorso diverso vale per le cure programmate, ovvero quelle per le quali si decide di recarsi all’estero specificamente per sottoporsi a un trattamento medico. In questi casi, è obbligatorio ottenere un’autorizzazione preventiva dalla propria ASL tramite il modello E112 (o S2). Questa autorizzazione viene concessa solo in determinate condizioni, principalmente quando la prestazione medica desiderata non è disponibile in Italia, oppure non è accessibile in tempi adeguati al bisogno del paziente. Se l’autorizzazione viene rilasciata, il paziente anticipa le spese e, al ritorno, può richiederne il rimborso. L’ammontare rimborsabile viene calcolato sulla base del costo della stessa prestazione in Italia: verrà erogato l’importo minore tra quello effettivamente sostenuto all’estero e quello che il sistema sanitario italiano avrebbe pagato per la medesima cura.
I passi per ottenere il rimborso e le eccezioni
Rimborso: i passi essenziali e le eccezioni da considerare.
Per richiedere il rimborso delle spese mediche sostenute all’estero, sia per cure urgenti che programmate, è fondamentale presentare la richiesta alla propria ASL entro 60 giorni dalla data di rientro o dall’effettuazione delle cure. La documentazione da allegare è precisa: fatture originali, certificazioni mediche dettagliate che attestino la natura e la necessità delle cure, e ricevute di pagamento. Una volta presentata la domanda, l’ASL ha a sua volta 60 giorni per esaminarla ed effettuare il rimborso, qualora tutti i requisiti siano soddisfatti. In casi specifici, le normative prevedono anche la possibilità di ottenere il rimborso delle spese di viaggio e, in talune circostanze, di quelle di accompagnamento, a patto che siano strettamente necessarie e autorizzate.
È importante sapere che le spese sanitarie sostenute all’estero e che per qualche ragione non dovessero essere rimborsate dal SSN, possono comunque essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi. La detrazione prevista è del 19% sulla parte che eccede la franchigia annuale stabilita dalla normativa fiscale vigente. Un’eccezione significativa riguarda le cure in Paesi non convenzionati: al di fuori dell’Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo e degli Stati con accordi bilaterali specifici con l’Italia, la TEAM non ha validità e non è previsto alcun tipo di rimborso da parte del SSN. In questi scenari, tutte le spese mediche rimangono interamente a carico del cittadino. Per questo motivo, è altamente consigliabile stipulare una polizza assicurativa sanitaria privata prima di partire per destinazioni extra-UE, per evitare spiacevoli e costosi imprevisti.
