Scuola, fuori dalle GPS dopo 67 anni dal 2026: migliaia esclusi dalle supplenze | Stop definitivo

Dal 2026, nuove regole per le Graduatorie GPS introducono un limite di età a 67 anni. Migliaia di docenti over rischiano l’esclusione definitiva dalle supplenze.

Scuola, fuori dalle GPS dopo 67 anni dal 2026: migliaia esclusi dalle supplenze | Stop definitivo
La stretta sulle GPS: docenti over 67 a rischio esclusioneUna notizia che sta scuotendo il mondo della scuola italiana, in particolare quello dei docenti precari, riguarda l’introduzione di un limite di età per l’accesso alle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). A partire dagli anni scolastici 2026/27 e 2027/28, l’Ordine Ministeriale n. 27 del 16 febbraio ha delineato un nuovo scenario che potrebbe lasciare migliaia di insegnanti fuori dalle aule. La normativa stabilisce chiaramente che per l’inserimento nelle GPS sarà considerata l’età di “collocamento a riposo d’ufficio”, fissata attualmente a 67 anni. Questo criterio, mutuato dalla legislazione pensionistica, segna un punto di svolta per la platea dei precari.

Questa decisione rappresenta una svolta significativa, destinata a influenzare profondamente la vita professionale di numerosi docenti con un’esperienza pluriennale. Molti di questi professionisti contano ancora sulle supplenze non solo per integrare il reddito in momenti di difficoltà economica, ma anche e soprattutto per raggiungere i requisiti contributivi minimi necessari per una pensione dignitosa. L’impatto di questa misura non si limiterà ai nuovi inserimenti, ma riguarderà anche chi è già presente in graduatoria e supera la soglia anagrafica al 1° settembre dell’anno di aggiornamento delle liste, di fatto bloccando il rinnovo dell’inserimento.

Cosa cambia per le supplenze dal 2026

Cosa cambia per le supplenze dal 2026

I cambiamenti per le supplenze scolastiche a partire dal 2026.

 

Il cuore della nuova disposizione risiede nell’articolo 6, comma 1, lettera b, dell’OM 27/2026. Questo passaggio indica esplicitamente “età non inferiore ad anni 18 e non superiore a quella prevista per il collocamento a riposo d’ufficio, riferita al 1° settembre dell’anno di aggiornamento delle graduatorie“. In pratica, significa che chi compirà 67 anni entro il 1° settembre 2026, o in uno degli anni successivi di aggiornamento delle GPS, non potrà più figurare nelle liste per le supplenze. È fondamentale sottolineare che il limite si applica all’età anagrafica alla data specifica, senza deroghe immediate.

Secondo le attuali circolari del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il collocamento a riposo d’ufficio avviene a 67 anni, a condizione di aver maturato un’anzianità contributiva minima di 20 anni. Questa clausola, seppur pensata per la pensione, viene ora applicata anche alle graduatorie per le supplenze, creando un precedente. Il numero di docenti over 67 interessati potrebbe non essere irrisorio: nonostante non si tratti di “grandi numeri” rispetto alla totalità degli aspiranti, ogni singolo caso rappresenta una storia di impegno e dedizione. Molti insegnanti, per le più svariate ragioni personali o economiche, continuano a candidarsi per le supplenze anche in età pensionabile, contribuendo a coprire un fabbisogno sempre elevato di personale qualificato nelle scuole italiane.

Le vie d’uscita e i ricorsi: c’è speranza per i docenti esclusi?

Le vie d'uscita e i ricorsi: c'è speranza per i docenti esclusi?

Ricorsi e vie d’uscita: la speranza dei docenti esclusi per rientrare.

 

Di fronte a questa nuova e stringente normativa, sorge spontanea la domanda sulle possibilità di permanenza per i docenti che superano il limite d’età. Al momento, l’unica via percorribile per i docenti che desiderano continuare a insegnare oltre i 67 anni sembra essere quella legale. La permanenza nelle GPS oltre la soglia anagrafica, infatti, è ammessa solo in casi eccezionali e a determinate condizioni, stabilite di volta in volta da un giudice. Questi ricorsi si basano spesso su principi di diritto, come la necessità di completare i contributi per una pensione adeguata o la violazione di diritti acquisiti.

Diversi precedenti giudiziari hanno già visto sentenze favorevoli a docenti precari over 67 che hanno fatto ricorso contro il Ministero, ottenendo la permanenza in GPS per raggiungere il minimo contributivo. Tali vittorie in Tribunale offrono un barlume di speranza, ma sottolineano anche la complessità e l’onerosità del percorso che i docenti interessati dovranno affrontare. La via giudiziaria, seppur potenzialmente efficace, richiede tempo, risorse e un’attenta valutazione delle proprie condizioni individuali. La battaglia per il diritto a insegnare, anche in età più avanzata e con un bagaglio di esperienza significativo, è dunque lungi dall’essere conclusa e si sposta ora nelle aule di giustizia, con esiti che restano incerti per molti aspiranti.